Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il fondo sovrano del Qatar e gruppi asiatici chiedono di entrare come anchor investor nell’Ipo di Moncler

Secondo alcuni rumors, alcuni grandi fondi sovrani (tra cui il Qatar e gruppi asiatici) avrebbero chiesto di entrare come anchor investor con quote azionarie di rilievo all’interno della quotazione di Moncler. Tuttavia i soci di Moncler (Remo Ruffini, il fondo francese Eurazeo e quello statunitense Carlyle e l’italiana Progressio investimenti) dovrebbero preferire un’azionariato con un flottante più diffuso.
Gli azionisti sono ottimisti sull’Ipo. E non potrebbe essere altrimenti se si guardano alcune delle ultime quotazioni delle aziende del fashion e del lusso italiano. Dall’Ipo nel 2000 Tod’s ha archiviato una crescita del 211%. Dal 2011, anno in cui sono approdate in Borsa entrambe, Ferragamo ha messo a segno un rialzo del 228%, mentre Prada (quotata a Hong Kong) ha al suo attivo un incremento di oltre il 100% (in euro) e del 90,9% (in valuta locale). Infine l’ultima delle matricole, cioè Brunello Cucinelli, che si è quotato nell’aprile dello scorso anno, ha battuto tutti: con uno sprint del 237 per cento.
La quotazione di Moncler, secondo l’opinione di diversi analisti, ha davanti a sè diverse opportunità, ma anche qualche rischio. Vediamoli.
Il volano della prossima crescita dovrebbe essere la diversificazione geografica e di prodotto. Innazitutto, Moncler è ancora un brand con alte opportunità di sviluppo in alcune aree geografiche: basta pensare al Nord America e all’Asia, in particolar modo la Cina, fino alla Russia ed all’Europa dell’est. In secondo luogo, fino ad oggi, il marchio è ancora molto focalizzato su un unico prodotto, cioè i piumini che ormai sono il simbolo dell’azienda guidata da Remo Ruffini. Esistono possibilità di sviluppo su altri prodotti Moncler, come ad esempio la maglieria.
Detto questo, c’è qualche rischio da tenere in considerazione. Innazitutto Moncler ha già una redditività elevata (del 33%). Quindi rispetto a maison come Ferragamo, che invece ha costruito il proprio successo sul rialzo della marginalità, ha minori spazi di miglioramento su questo fronte. C’è poi il tema dei multipli: Moncler si andrà a quotare probabilmente nella parta alta della forchetta: 30,9 volte i propri utili. Tanto se si pensa che un benchmark del lusso come la francese è solo un po’ più caro. L’ultimo aspetto riguarda i proventi della quotazione che andranno a ripagare l’investimenti dei soci finanziari e non saranno utilizzati per lo sviluppo della società.