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Bpm al bivio assembleare: nuova governance oppure la fusione con un’altra Popolare. Bper, Ubi e Banco alla finestra

Il presidente del consiglio di gestione di Bpm, Andrea Bonomi, e il neo amministratore delegato, Davide Croff, hanno presentato agli analisti i risultati dei primi nove mesi dell’anno. I conti hanno mostrato un miglioramento: un ritorno all'utile, un progresso del margine d’interesse e minori perdite su crediti.
Tuttavia, al di là dei conti, i riflettori sono tutti puntati sul futuro riassetto nella gestione della banca, sulla nuova governance da approvare e sull’aggiornamento del piano industriale, al quale stanno lavorando i tecnici della banca coordinati da Iacopo De Francisco. Venerdì scorso sia Bonomi sia Croff (nominato a.d. ad interim il 30 ottobre, dopo l’uscita di Piero Montani), così come altri due componenti del consiglio di gestione della popolare, hanno rassegnato le dimissioni, che saranno efficaci a partire dall’assemblea del 21 dicembre.
L’assise si occuperà della nomina dei nuovi consigli e nella stessa sede sarà deciso lo slittamento della delega per l’aumento di capitale al 31 luglio. Le liste di candidati dovranno essere presentate entro il 25 novembre. A questo punto si apre la partita per il rinnovo delle cariche sotto il controllo di Bankitalia, che – nel caso la situazione di conflittualità tra i soci non dovesse risolversi in tempi brevi – potrebbe imporre dall’alto una soluzione alternativa, ad esempio il matrimonio con un’altra Popolare: tra le candidate Bper, Banco Popolare oppure Ubi Banca.
Il tempo a disposizione per avviare il cambiamento è quindi poco. Si attendono le mosse dei due principali concorrenti. Bonomi, in rappresentanza del fondo Investindustrial, si dovrebbe confrontare con Raffaele Mincione, secondo azionista di Bpm tramite la società Time & Life. Il finanziere potrebbe presentare una propria lista con l’appoggio di un’ampia schiera di dipendenti-soci e ha indicato Lamberto Dini come candidato alla presidenza del consiglio di gestione.
Nell’assemblea Bpm del 2011 era stata presentata una lista dei dipendenti-soci (quella che poi aveva vinto), una lista indicata da Matteo Arpe e una lista dei soci non-dipendenti. Investindustrial, sempre in quell’assemblea, aveva avuto diritto a indicare una parte dei consiglieri.
Sarà un remake del 2011? Sulla base delle vecchie regole di governance, il consiglio di sorveglianza indicherà il consiglio di gestione . Resta il rebus del consigliere delegato. Sarà un manager esterno alla banca? Il nome di Giuseppe Castagna, dopo che la candidatura è sfumata a fine ottobre, continua a circolare ma da qui al 21 dicembre sono attesi nuovi colpi di scena.