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Quattro opzioni per il futuro di Telecom Italia: Vivendi, Deutsche Telekom, Carlos Slim e At&t

Sarà soltanto questione di tempo. Sfumata (per ora) l'ipotesi di matrimonio tra Telecom Italia e 3 Italia, tra gli addetti ai lavori si studiano ipotesi alternative di consolidamento.
Le Tlc europee sono di fronte a un riassetto, come dimostrano le ultime operazioni di Hutchison Whampoa in Irlanda (dove ha comprato O2 Ireland da Telefonica per 850 milioni di euro ) e dello stesso gruppo iberico in Germania (dove è stata rilevata e-Plus, la controllata tedesca degli olandesi di Kpn, per la super-cifra di 5 miliardi di euro). In Italia per ora Telecom Italia è ancora nelle sabbie mobili, costretta a trovare una soluzione sullo scorporo della rete tra le incertezze politiche e quelle collegate alle tariffe decise dall'Agcom. Ma, nel caso l'operazione partisse, con lo spin-off potrebbero iniziare quei ragionamenti di consolidamento che, fino ad oggi, sono sempre stati stoppati. Ancheperché l'equilibrio dei soci di Telco, la holding a monte di Telecom Italia, sembra ormai verso il tramonto.
Le protagoniste, in questi casi, potrebbero diventare le banche d'affari che, secondo indiscrezioni, in queste settimane sarebbero particolarmente impegnate a studiare aggregazioni o matrimoni. «Si tratta di teoria. Le banche d'affari – spiega una fonte vicina a Telecom Italia– fanno il loro mestiere: presentano idee, progetti. Molti sono progetti interessanti. Ma al momento di concreto non c'è proprio nulla: anche se è certo che in un futuro più o meno lontano sarà necessaria un'operazione straordinaria».
Di sicuro le idee sono diverse. Una delle più diffuse tra le banche d'affari, di recente, è quella di un'integrazione tra le attività della francese Vivendi, che in questi giorni sta cedendo la controllata Maroc Telecom. Un matrimonio fra Vivendi e Telecom Italia avrebbe sinergie soprattutto in Brasile (grazie a Gvt e Tim Brasil) mentre in Europa il gruppo transalpino possiede la compagnia mobile Sfr. Il problema è che sia Vivendi sia Telecom sono parecchio indebitate. Ma c'è chi tra le banche d'affari avrebbe anche rispolverato l'idea di un'unione con Deutsche Telekom, che proprio Franco Bernabè aveva chiamato come cavaliere bianco ai tempi della scalata di Roberto Colaninno.
L'unica certezza è che Telecom Italia sembra ormai destinata ad essere preda. E, in quanto tale, non è da escludere un futuro intervento sul suolo italiano di un magnate come Carlos Slim o di un gruppo ricco di cassa, come gli americani di At&t.

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  • Falco 6 |

    Ringraziamo l’infausto genio di Bersani che l’ha privatizzata. Ovunque arriva quest’uomo causa disastri.

  • Pino |

    Tanto certo é lo scorporo della rete quanto incerto é il futuro di telecom. Si prevede macelleria sociale… Da notare anche la tempistica scelta dal punto di vista politico. Sublime. Non sanno fare altro che dichiarare esuberi senza avere uno straccio di piano strategico si avventurano in cessioni e scorpori con approssimazione e pressapochismo.

  • dino |

    lo stato di telecom italia è emblematico dello stato generale del nostro paese….. grande società con enormi capacità tecnologiche e di ricerca, ridotta ad ammasso di debiti…..

  • Carlo Festa |

    Ha ragione, ma questi sono scenari futuri sulle basi di quanto si sente dire tra gli operatori sul mercato. Non ho la sfera di cristallo, ma riporto (con le dovute e necessarie cautele) quanto sento sul mercato ogni giorno. In questo caso si tratta di uno scenario, visto che come riportato nell’articolo non c’è alcuna trattativa concreta in corso. Su Vivendi ha pienamente ragione, come vede è scritto nell’articolo che è indebitata. Una fusione però potrebbe avere senso industriale sul Brasile. Grazie per il suo commento. Carlo Festa

  • Alex64 |

    Mi scusi, ma troppe volte le sue certezze si sono poi volatilizzate nel nulla, dunque ci andrei piano stavolta. Senza contare che nel caso di Vivendi, non mi pare quest’ultima possa comprare chicchessia, indebitata com’è, quindi, tutt’al più sarebbe fusione inter pares. Cordialità.

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