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Intesa Sanpaolo al bivio sulle partecipazioni in Telecom Italia, Rcs e Alitalia

Ormai non è più un tema tabù. Con l'arrivo dell'amministratore delegato Enrico Cucchiani in Intesa Sanpaolo si  è aperta l'analisi di quelle che per tanto tempo sono state considerate partecipazioni strategiche. Le quote in Telecom Italia, tramite Telco, e in Rcs (l'editore del Corriere della Sera) per diversi anni sono state mantenute e ben difese nel forziere. Ma ora l'aria potrebbe forse cambiare. I vecchi salotti della finanza sembrano meno importanti con i nuovo assetti e sembra sempre più importante concentrarsi sul core business, facendo banca in senso stretto.

Così, anche se i tempi non sembrano ancora maturi, si comincia a delineare quella che potrebbe essere una strategia di uscita da alcune partecipazioni storiche. Nell'aumento di capitale di Rcs l'apporto di Intesa Sanpaolo è stato fondamentale, soprattutto grazie all'attività di ambasciatore del presidente Giovanni Bazoli, ma non è da escludere che la casa editrice possa essere abbandonata in una seconda fase da alcuni dei suoi storici azionisti a favore di un nuovo socio, probabilmente un editore più avezzo a districarsi nella gestione di un'azienda editoriale. E che dire di Telecom Italia? L'avvento sulla scena di una possibile fusione con 3 Italia, con l'ipotesi di un nuovo azionista come Hutchison Whampoa, ha aperto nuovi scenari, non ultimo la possibile cancellazione del patto in Telco tra la spagnola Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Un'ipotesi, che secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe prendere piede in settembre con la creazione di un nuovo patto nel caso il matrimonio con 3 Italia dovesse andare in porto.

C'è infine il filone Alitalia. Anche qui gli azionisti sono alla ricerca di quel partner industriale che possa risollevare le sorti della compagnia di bandiera italiana. A fine anno Air France dovrà decidere se esercitare o meno l'opzione sulle quote degli altri soci, soprattutto quelli piccoli che non vedono l'ora di uscire dall'avventura. E anche Intesa Sanpaolo dovrà decidere se continuare a dare o meno il proprio supporto finanziario alla flotta salvata nel 2008.