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La lira turca affonda: ecco come può uscirne Erdogan

La crisi dell’economia turca infiamma i mercati finanziari. Un lieve rimbalzo dopo un crollo vertiginoso. La lira turca, che, già pesante in mattinata, dopo l’annuncio da parte della Casa Bianca dell’intenzione di raddoppiare i dazi sulle importazioni dal paese di acciaio e alluminio era arrivata a perdere il 20% rispetto al dollaro, sta ora mettendo a segno un tentativo di recupero e ha ridotto la perdita al 15% in 24 ore rispetto alla divisa americana. Parimenti la borsa di Istanbul, dopo essere stata in grave flessione, è riuscita a recuperare nell’ultima ora di contrattazioni per chiudere a -2,31%. I tassi dei titoli di Stato turchi arrivano ormai al 20 per cento.

Ora, secondo gli analisti, non restano che strade molto strette alla Turchia per uscire dalla crisi. Un aumento dei tassi da parte dalla banca centrale, l’ammissione da parte del governo di aver bisogno dell’aiuto del Fondo monetario internazionale, oltre ad un drastico cambiamento di politica economica. Questa, per alcuni osservatori finanziari, citati dall’Ansa, sarebbe la ricetta necessaria per calmare i mercati sulla crisi turca. Ma per gli esperti anche una misura non strettamente economica potrebbe aiutare a raffreddare le tensioni: risolvere la controversia diplomatica con gli Usa sul caso del pastore detenuto Andrew Brunson.
Secondo Marc Ostwald, analista di Adm Investor Services di Londra, citato da Bloomberg, la tensione con gli Stati Uniti sul pastore Brunson “è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso” spiega l’analista, che ritiene necessaria “conversione” nel processo decisionale di Erdogan. Ora serve un aumento dei tassi di 500 punti base dalla banca centrale. Strategia simile suggerita da Phoenix Kalen, direttore della strategia dei mercati emergenti di Société Générale, “potremmo dover vedere i tassi di interesse reali raggiungere il 4-5%” per arginare la rotta della valuta turca. “Ci attendiamo un aumento di 625 punti base”.

Per l’analista di Société Générale inoltre se la lira scendesse a 7 sul dollaro “questo cancellerebbe quasi tutti i cuscinetti di capitale contro il
requisito minimo per le banche turche”. A quel punto, per l’analista, le banche taglierebbero dividendi e prestiti. Per cui quello “è il punto critico di rottura. Non credo che le autorità turche abbiano alcuna intenzione di far arrivare a quel punto il tasso di cambio”. Anche se, aggiunge anche lui, risolvere la controversia diplomatica con gli Stati Uniti sarebbe anche “un modo semplice per alleviare alcune delle tensioni, in termini di rilascio di Pastor Brunson”. Anche gli analisti di Lombard Odier concordano sul fatto che la situazione “è precipitata la scorsa settimana quando gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro due ministri turchi, come ritorsione per la detenzione di un pastore”. Per Salman Ahmed, che della società di investimenti è chief investment strategist, e per Jamie Salt “la Turchia dovrebbe rivolgersi all’Fmi o cercare un altro sostegno esterno. In caso contrario, le misure di controllo di capitale sembrano essere l’unica possibilità”.

  • Roberto |

    Possiedo bei in lire turche con scadenza max inizio 2020.vendere in questo momento mi sembra poco opportuno. Il rischio essendo collegato sulla lira turca, in quanto l’ente emittente non è a rischio (bei) mi consente di essere tranquillo parzialmente.

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