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Milan, summit a New York con i compratori. Il piano finanziario di Commisso

Non sono arrivati i 32 milioni di euro, ultima tranche di aumento di capitale che avrebbe dovuto versare il proprietario del Milan, Yonghong Li.
E, come da contratto, all’uomo d’affari cinese si è sostituito il fondo statunitense Elliott, che avrebbe bonificato, tramite la lussembughese Rossoneri Lux, i capitali necessari al club rossonero. Ora Mr Li avrà 10 giorni lavorativi di tempo per rimborsare gli stessi 32 milioni ad Elliott: in caso contrario sarà ancora il fondo Usa ad avere la possibilità di escutere il pegno sulle azioni, come stabilito dalle condizioni firmate sul prestito da 303 milioni contratto lo scorso anno da Yonghong Li per acquisire il Milan e fornirgli le risorse necessarie alla campagna acquisti.
Cosa farà ora Yonghong Li? Secondo le ultime indiscrezioni sarebbe partita per New York una delegazione composta proprio da Yonghong Li, dal suo braccio destro David Han Li, dall’avvocato Riccardo Agostinelli, dai consulenti di Alantra e dai banker londinesi di Goldman Sachs. La destinazione sarebbe proprio la sede newyorkese della banca d’affari americana dove sarebbe stato fissato un incontro con il potenziale compratore del Milan, il cui nome è ancora top secret.

Ma secondo quanto il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, si tratterebbe dell’uomo d’affari Rocco Commisso, imprenditore italo-americano del settore media e già proprietario della squadra dei Cosmos.

L’offerta di Commisso, secondo le indiscrezioni, prevederebbe di farsi carico del debito di Rossoneri Sport (per 180 milioni) e di iniettare altri 150 milioni sul Milan. Ma Mr Li andrebbe in minoranza al 30 per cento, senza guadagnarci alcunché. Ecco perché la trattativa è alquanto complessa e Elliott resta comunque favorito per subentrare a Mr Li nei prossimi dieci giorni.

L’opzione sostenuta da Goldman Sachs, al momento, è comunque l’unica ad avere le caratteristiche per essere chiusa in breve periodo, visto che già la settimana scorsa la firma era vicina ed era stato poi Yonghong Li a tirare il freno con l’obiettivo di visionare altre possibili manifestazioni d’interesse arrivate sempre dagli States.

Tra queste quella del proprietario dei Chicago Cubs, Thomas Ricketts con la sua famiglia, affiancato a Morgan Stanley e allo studio Legance. Ma come mai il rumors è uscito a trattativa in corso? Sembra che Ricketts, per recuperare il terreno rispetto all’avversario americano, avesse deciso di orchestrare una campagna di comunicazione in Italia. Circa una decina di giorni fa così la famiglia ha avviato un beauty contest tra agenzie di comunicazione italiane (sembra due alla fase finale) per organizzare la campagna che sarebbe dovuta iniziare in questi giorni. Tuttavia a quel punto il nome di Ricketts è cominciato a girare, il rumors si è diffuso ed è uscito un giorno prima del dovuto. In ogni caso senza problemi, visto che l’esito comunicativo è stato raggiunto. Ora bisogna vedere se Ricketts recupererà terreno.

Quindi che succederà? Elliott resta favorito per fare bingo tra dieci giorni. Il tempo è un fattore fondamentale in tutta la vicenda. Yonghong Li deve infatti restituire i 32 milioni entro i prossimi 10 giorni lavorativi per non rischiare di perdere tutto e di finire probabilmente coinvolto in una causa legale al Tribunale del Lussemburgo nel momento in cui Elliott vorrà escutere il suo pegno.

Quindi i 32 milioni dovrebbero essere forniti dal nuovo socio all’interno di un’operazione in cui il nuovo acquirente americano dovrebbe progressivamente entrare in minoranza per poi passare al controllo. Si parla di una cifra attorno ai 500 milioni di euro per arrivare al 75% del Milan con l’azionista cinese che dovrebbe quindi passare in una seconda fase in minoranza.

Tra le suggestioni, non si sa quanto vere, c’è anche quella che con l’investitore americano potrebbe assumere un ruolo l’ex-stella del calcio, Paolo Maldini.

Yonghong Li punterebbe poi all’Ipo del Milan, in modo da farlo rientrare, anche se parzialmente, dell’investimento effettuato. Mr Li, fra acquisizione e aumenti di capitale, ha infatti finora versato per il Milan circa 400 milioni di euro, con l’esclusione dei debiti contratti con Elliott per il finanziamento del leverage buyout e i prestiti a favore del Milan stesso per la campagna acquisti e per il rimborso delle banche italiane nell’aprile dello scorso anno.

  • jessica piazzese |

    A me sembra tutto questo quando to’to’ cercava di vendere la fontana di trevi,questo Milan alla fine lo faranno fallire e poi uscira’ il salvatore della patria Berlusconi,che in tutto questo centra e come!!!!

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