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Le cliniche Garofalo verso la Borsa con Lazard e Gianni Origoni Grippo Cappelli

Le cliniche Garofalo procedono verso la quotazione a Piazza Affari. Proprio in queste settimane sarebbe allo studio la struttura finanziaria dell’operazione e la scelta delle banche del consorzio di global coordinator: in campo, secondo le indiscrezioni, sarebbero scesi nelle ultime ore Lazard, come advisor finanziario, e gli studi Gianni Origoni Grippo Cappelli e Shearman Sterling come consulenti legali, oltre a E&Y come revisore. Ora dovranno invece essere scelte le banche del consorzio.
Un punto fondamentale del processo di Ipo sarà la scelta del perimetro, ancora in corso di definizione: verranno quotate comunque le attività più redditizie dell’azienda (150 milioni circa di fatturato e 30 milioni di Ebitda). Si parla della Garofalo Healtcare (Ghc) che comprende le strutture sanitare in Italia (20 strutture in sei regioni d’Italia con 1.300 posti letto e un milione di prestazioni ambulatoriali all’anno più 20mila ricoveri). Saranno escluse dal perimetro le strutture del Lazio, che fanno parte di un’altra azienda.
La quotazione del gruppo, che fa capo interamente alla famiglia Garofalo, dovrebbe avvenire attraverso un rafforzamento di capitale. La Borsa dovrebbe essere la strada maestra, malgrado in questi mesi proprio la famiglia Garofalo sia stato al centro delle attenzioni di alcuni fondi di private equity. Anche alcune Spac si sarebbero fatte avanti.
Ghc ha intenzione di crescere e nel settore della sanità attraverso acquisizioni. Una delle motivazioni è data dal fatto che per le strutture accreditate al servizio sanitario, il budget viene definito dalle regioni che negli ultimi anni hanno diminuito le risorse a disposizione. Da qui la necessità di crescere tramite acquisizioni per avere dimensioni e sinergie maggiori.
Il gruppo sanitario Garofalo, oggi uno dei primi tra i privati nel settore sanitario italiano, è stato fondato negli anni 70 dal chirurgo Raffaele Garofalo. Ha iniziato la sua attività a Roma.
Se dunque inizialmente operava solamente nel Lazio, oggi Garofalo è presente in sei regioni, dopo l’acquisizione annunciata nei mesi scorsi del gruppo ligure Fides Medica, che da solo detiene 11 cliniche. Proprio questa operazione era stata un passaggio importante verso la quotazione.
Garofalo, finanziata da Carige, aveva infatti compiuto un passo decisivo per la sua strategia di crescita e conquistato una nuova Regione, la Liguria. Dopo l’ultima mossa le strutture del gruppo sono infatti salite a 24 e sono posizionate in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, oltre che Lazio e, appunto, Liguria. Il gruppo detiene anche alberghi a Roma e nell’area sabina: il core business della società rimane però quello sanitario.