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Mr Yonghong Li ha in mente 145 milioni per la campagna acquisti del Milan

Mistero Yonghong Li. Chi è davvero l’uomo d’affari che ha rilevato il Milan? Mr Yonghong Li, dicono in Cina, è un uomo d’affari che si sarebbe fatto da solo. Mentre si attende il curriculum in vista dell’assemblea del 18 maggio che darà il via libera all’aumento di capitale dei primi 60 milioni (dei quali 20 milioni subito utilizzabili per esigenze di cassa), i rumors riportano qualche indiscrezione sulla sua vita personale. Sarebbe nato da famiglia abbastanza umile a Maoming, una città della provincia cinese del Guangdong, e si sarebbe appunto fatto da solo. Mr Li ci tiene a mettere in evidenza il suo nuovo status. Utilizza infatti un vezzo dei cinesi abbienti, mettendo dunque ben in vista una caratteristica propria dei cinesi che si vogliono evidenziare rispetto a quella che un tempo era considerata la classe contadina: cioè una lunghissima unghia del dito mignolo in evidenza. Parla un dialetto cinese particolarmente difficile da comprendere per gli stessi cinesi: né cantonese né cinese mandarino, tanto che in conferenza stampa a Casa Milan nella sua finora unica apparizione pubblica le stesse traduttrici hanno avuto qualche problema di comprensione. Il suo patrimonio è di circa 500 milioni. Basterà per riportare il Milan tra i grandi del calcio mondiale? Per ora la somma destinata alla campagna acquisti è così suddivisa: 55 milioni dal bond che verrà emesso dal Milan a Vienna, probabilmente buona parte dei 60 milioni disponibili con il secondo aumento di capitale per il quale ha la delega il Cda, altri 30 milioni ottenibili dalle dismissioni di alcuni giocatori come ad esempio Carlos Bacca. In tutto fa 145 milioni di euro.

BERLUSCLOSING, IL LIBRO SUGLI ULTIMI 3ANNI DI TRATTATIVE SUL MILAN: CON DOCUMENTI INEDITI E IL PIANO DI MR LI
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Il Milan passa ai cinesi dopo circa tre anni di trattative. Prima del nuovo proprietario, Yonghong Li, che ha impiegato otto mesi a conquistare il club, si erano infatti presentati a Milanello presunti tycoon, intermediari, fino a principesse thailandesi, dame cinesi, tutti interessati a mettere le mani sulla squadra più amata in Asia. Su Amazon è uscito BerlusClosing: un libro che ricostruisce questi tre anni di trattative con retroscena segreti, dietro le quinte, ricostruzioni minuziose, interpretazioni finanziarie e politiche, analisi di bilanci e, infine, documenti esclusivi. Come i primi contratti firmati tra Elliott e Yonghong Li per sottoscrivere il contratto di finanziamento da 303 milioni di euro. Viene inoltre data la lista minuziosa di proprietà di Yonghong Li in Cina. L’interpretazione, anche politica, dell’ingresso di Paolo Scaroni, ex manager Eni, in Cda. Il nuovo piano industriale che dovrà realizzare Marco Fassone. Fino a ripercorrere le trattative passate: quella di Mr Bee, con le informazioni segrete del thailandese sul dossier Apollo. E poi ancora l’ingresso sulla scena, oltre che della dama cinese, anche di una principessa thailandese interessata un anno fa a comprare il Milan. Per finire con la vicenda, anche giudiziaria, che ha colpito la Tax & Finance, società di consulenza di Lugano che era advisor di Mr Bee. Con tutte le leggende metropolitane sulla provenienza dei soldi che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini, a portare le carte dei documenti bancari in Procura.

  • Luigi |

    Trovo abbastanza singolare che un uomo che ha un patrimonio di 500 milioni, sia riuscito a farsi prestare oltre 1 miliardo di euro dalle banche. Se cosi fosse veramente, vorrei conoscerlo, credo che i miei clienti con uno del genere, non avrebbero problemi, laddove una banca, oggi per erogare 100.000 euro di fido (non 1 miliardo di prestiti) richiedono garanzie per almeno il triplo della cifra. Cosi purtroppo non è. Il sig. Li ha spalle coperte da altri generosi investitori che ammetto, per la stampa italiana, assolutamente non avezza al mondo cinese, rimangono un mistero. Non rimane che andare a scavare nella vita del buon Yonghong che, con tutto il rispetto, anche essendosi fatto da solo, non credo possa chiedere, con le garanzie proprie, più di 50 milioni ((e forse sono anche tanti) di prestito a qualsiasi intermediario finanziario esistente sul pianeta terra. Infine, appurato che per la Borsa ci vorranno 3 anni e non 1 (a meno di “miracoli”), non credo assolutamente che il solo Bacca sarà ceduto (valore almeno 20 milioni), quanto Niang (già in prestito con obbligo di riscatto dal Watford, valore 15 milioni) e De Sciglio (una questione tra Juve e Napoli, 15 milioni). Un totale cessioni di 50 milioni che aggiunto ai 120 di aumento del capitale, fa 170 milioni. Saluti.

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