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Mediaset sceglie un dream team di avvocati per la causa contro Vivendi

Mediaset si muove per avviare la causa civile e penale miliardaria contro Vivendi. I primi passi per depositare la documentazione al Tribunale di Milano stanno per essere fatti. E il gruppo di Cologno, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe anche scelto la squadra di avvocati per avviare il processo legale. In particolare, secondo i rumors, in campo potrebbe scendere il professore Vincenzo Mariconda, esperto di contenzioso che fra i suoi piu’ recenti successi ha avuto la ristrutturazione del gruppo Risanamento, come presidente scelto dalle banche. Mariconda si aggiungera’, con il suo studio, al team di avvocati civilisti che gia’ solitamente seguono il Biscione, a cominciare da quelli di Chiomenti. Insomma, se Vivendi e il suo azionista, Vincent Bollorè, non torneranno sui loro passi e non accetteranno dunque di rispettare i patti, gli avvocati di Mediaset e Fininvest sembrano ormai pronti. Il tribunale di competenza sara’ quello di Milano, per una causa a tanti zeri, visto che il risarcimento richiesto potrebbe superare la cifra di 1,5 miliardi di euro.
L’obiettivo è procedere per inadempienza contrattuale con tutte le conseguenze (anche borsistiche) su Mediaset. L’obiettivo di Cologno sara’ smontare la tesi giustificativa di Vivendi. Il gruppo transalpino, che continua a mostrare ottimismo per un accordo con Mediaset, pone infatti in evidenza i dati prospettici e le evoluzioni nel business di Premium, che sarebbero stati alla base del sorprendente dietro-front.
Non tanto i numeri passati e presenti della pay tv, quanto quelli prospettici dei prossimi cinque anni, che a detta del gruppo francese erano troppo ottimistici nel business plan Mediaset.
Ma Cologno si oppone a questa tesi. Oggetto del contratto erano i conti attuali di Premium, che Vivendi aveva avuto modo di analizzare con Deloitte, e soprattutto l’Arpu (ricavi medi) per cliente. L’analisi e’ poi passata a quelli prospettici e, anche se ci fossero state delle riserve, Vivendi aveva tempo fino al maggio scorso per segnalarle.