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Telefonia, Oi cerca l’assist dei cinesi per la problematica fusione con Tim Brasil

Ci mancavano soltanto i cinesi in campo nella partita brasiliana per il controllo di Tim Participacoes, la società di telefonia mobile posseduta da Telecom Italia. Gli ultimi rumors provenienti da Rio de Janeiro indicano infatti Oi in trattative con China Development Bank, una delle maggiori banche di Pechino, per studiare un mega-finanziamento volto a propiziare una possibile fusione con la stessa Tim Participacoes. È il caso di ricordare che la China Development Bank ha già garantito un super-finanziamento da 1,2 miliardi di dollari nei mesi scorsi, diventando uno dei principali creditori di Oi. Il colosso bancario cinese dovrebbe dunque assistere da protagonista alla partita in corso che vede Oi alla ricerca di un accordo con la russa Letter One (a cui è stata concessa un’esclusiva di sette mesi) disponibile a propria volta a iniettare 4 miliardi di dollari per favorire la fusione con Tim Participacoes. Ma c’è chi pensa che tanta fatica potrebbe essere inutile. Il deprezzamento record del real brasiliano rende difficile far quadrare i numeri di un’operazione che era sfumata già oltre un anno fa, quando l’economia carioca era in migliore stato di salute.

  • Freccia1977 |

    Buonasera.
    Chi esattamente pensa che “tanta fatica sia inutile” quando le forze in campo per la fusione sono molto superiori rispetto al tentativo dello scorso anno?
    Saluti,grazie
    M.S.

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