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Orange punta a Telecom per difendersi da Deutsche. Ipotesi unione nel 2016, con l’ok di Italia e Francia

Mentre si formano gli schieramenti in vista dell’assemblea di Telecom Italia, in calendario per il prossimo 15 dicembre e mentre Vivendi risponde oggi in tono piccato ai fondi sulla sua proposta (bocciata dagli istituzionali) di integrare il cda di Telecom Italia con 4 amministratori, da Parigi, ma su un’altra sponda, quella di Orange, continuano a circolare indiscrezioni sulla strategia di consolidamento europeo del gruppo telefonico francese. Il conferimento di un mandato per valutare opportunità di aggregazione in Europa, dato a Bnp Paribas e Morgan Stanley, tende a velocizzare le scelte in questa direzione che dovranno essere prese entro il prossimo anno. Sì perché Orange deve assolutamente fare un’operazione per aumentare le proprie dimensioni. Il rischio, che molti starebbero avvertendo a Parigi, è che Orange, che ha come socio lo Stato Francese con il 25%, possa diventare preda di qualche colosso delle Tlc, che molti vedrebbero in Deutsche Telekom. Quindi Orange dovrà cercare una soluzione, da predatore, prima di diventare preda. Telecom Italia resta dunque un target possibile di Orange. Ma ci sono diversi nodi da sciogliere. Quale sarà infatti la posizione di Vivendi, socio di Telecom Italia, a un’opzione di questo tipo? E soprattutto come sarà possibile costruire un’unione tra Orange, partecipata dallo Stato francese, e Telecom Italia, che invece non ha lo Stato tra i suoi soci ma che vede lo stesso Governo Italiano spettatore interessato della situazione per le sorti della rete (sia quella tradizionale sia Sparkle) in pancia all’ex-monopolista? Questi sono i nodi principali da sciogliere. Ma, tra gli addetti ai lavori, l’unione tra Orange e Telecom Italia resta la più gettonata del 2016. A favorirla, una volta trovate le soluzioni ai problemi, potrebbero essere gli stessi governi italiano e francese. A quel punto i desiderata di Vivendi e le attese di Xavier Niel, che sembra sempre più interessato a fare un lauto guadagno sulle sue opzioni, passerebbero in secondo piano.