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Aggiungi un socio a tavola. I Benetton cercano partner per il retail, per gli aeroporti, per l’abbigliamento. E in futuro, forse, anche per le autostrade

La famiglia Benetton apre a nuovi soci il suo impero finanziario raccolto attorno ad Edizione. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, la dinastia veneta è di fronte a un cambiamento radicale delle sue strategie di sviluppo. Basta pensare che in passato proprio i Benetton erano usciti da Telecom Italia, dove erano uno dei soci di Olimpia assieme a Tronchetti Provera. A quel tempo la governance allargata non era piaciuta. Ma i tempi cambiano e ora le strategie puntano a trovare partner di minoranza. Non solo sul fronte della ristorazione, con World Duty Free, ma anche negli aeroporti con Adr e persino nelle attività tradizionali, cioè nei maglioni e nell’abbigliamento. Il dossier più caldo è quello degli Aeroporti di Roma, visto che la controllante Atlantia è pronta a cedere un 30-40% per il quale sono in lizza i fondi sovrani Adia (Abu Dhabi) e Wren House (braccio nelle infrastrutture del Kuwait) fino all’australiana Ifm. C’è poi aperta la partita del riassetto di World Duty Free, tra le principali catene specializzate nel travel retail aeroportuale controllata dalla famiglia Benetton, che detiene attualmente attraverso Edizione Holding il 50,1%. Per una quota di Wdf, processo che potrebbe essere prossimo alla partenza, sono in lizza il fondo Usa Kkr e il gruppo industriale svizzero Dufry, che recentemente ha rafforzato la propria leadership acquisendo da Noel International la Nuance Group per 1,2 miliardi, Lagardere, con LS Travel Retail, e Lvmh con Dfs. C’è poi da cercare nuovi capitali di minoranza nel settore tradizionale di famiglia, quello dei maglioni e dell’abbigliamento. Qui è in corso la rifocalizzazione del business, decisa alla fine dello scorso anno, che prevede l’organizzazione in tre realtà distinte: una focalizzata direttamente sui brand, una manifatturiera e una per la gestione immobiliare: aree direttamente controllate da Edizione Srl. Per tutte queste aree dovrebbero essere scelti partner di minoranza finanziari. L’ultimo dossier è quello di Autostrade, sempre controllata di Atlantia. Per ora qui è tutto fermo ma c’è chi scommette che nel 2016 anche sui pedaggi potrebbe essere cercato un partner di minoranza. Così la famiglia veneta, dopo aver navigato a lungo da sola, sembra aver compreso che nell’attuale situazione dei mercati l’unica strada per crescere è quella di avere partner di minoranza che forniscano capitali per lo sviluppo internazionale. Ormai l’Italia è troppo stretta ma per conquistare mercati bisogna avere tanti soldi. Meglio quindi unire le forze.