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Dogan, il magnate dei media oppositore di Erdogan, punta alle Trafilerie di Michela Vittoria Brambilla

Dogan, il magnate dei media oppositore di Erdogan in Turchia, vuole comprare l'azienda di Lecco della Michela Vittoria Brambilla. Sarà oggi la giornata cruciale per le Trafilerie Brambilla di Calolziocorte, in provincia di Lecco, azienda nota per fare capo alla famiglia dell’ex-ministro ed esponente di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla.

Oggi ci sarà infatti la scadenza al Tribunale di Lecco per il concordato del gruppo che si trova da diversi mesi in grande difficoltà, problemi che sono venuti alla luce prima dell’estate quando la società – una delle aziende storiche di quest’area industriale – ha annunciato problemi di liquidità dovuti alla situazione debitoria. In attesa ci sono i quasi 100 dipendenti che da settimane stanno manifestando per avere certezze sul loro futuro. Di sicuro per salvare il gruppo sarà necessario avere un cavaliere bianco. Due aziende si sarebbero fatte avanti con una manifestazione d’interesse: un grosso gruppo italiano e una holding turca. Secondo fonti sindacali, il gruppo turco sarebbe il colosso Dogan, uno delle grandi conglomerate turche, famoso soprattutto per le sue attività nel settore dei media. Aydin Dogan, un self-made man, ha costruito un vero e proprio impero economico-finanziario ed è oggi uno dei personaggi più noti del panorama imprenditoriale turco. La sua figura è inoltre balzata al centro della discussione politica in Turchia: il gruppo Dogan è stato negli ultimi anni uno degli oppositori del governo Erdogan con critiche al suo operato e inchieste giornalistiche. Anzi, Erdogan ha cercato in tutti i modi di fermare i media del gruppo Dogan chiedendo al pubblico di non comprarli o di non guardarne le trasmissioni. Inoltre tre anni fa Erdogan avrebbe fatto pressioni per fargli infliggere una multa astronomica per presunte irregolarità fiscali. Il primo ministro turco è stato infatti registrato mentre chiedeva all’allora ministro della Giustizia, Sadullah Ergin, di seguire un processo dove Dogan poteva essere condannato a pagare 600 milioni di dollari per frode fiscale e di fare pressioni perché questo avvenisse.
Tornando alla vicenda delle Trafilerie Brambilla, Dogan interverrebbe tramite una sua controllata attiva nel settore industriale. Lo scorso 15 ottobre la società ha inviato all’Agenzia regionale per il lavoro, ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, ai rappresentanti sindacali dell’azienda e a Confindustria Lecco, una raccomandata nella quale formalizzava la richiesta di “cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale per cessazione d’attività”. Ora l'incertezza resta grande. Le manifestazioni dei dipendenti stanno continuando in questi giorni. I lavoratori si sono detti pronti a bloccare la Lecco-Bergamo.