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Grande fermento nel mondo del private equity, dove nelle ultime settimane si stanno moltiplicando i movimenti di manager e professionisti tra le principali case di investimento internazionali. Un segnale che conferma come il mercato italiano sia tornato al centro delle strategie dei grandi fondi globali, attratti dalle opportunità offerte dal tessuto industriale del Paese e dalla crescente attività nel segmento delle acquisizioni.
Tra le operazioni più rilevanti spicca quella che riguarda Carlyle, uno dei maggiori gruppi di investimento al mondo, che ha scelto un nuovo responsabile per l’Italia. Si tratta di Giuseppe Prestia, manager con una lunga esperienza nel settore e un percorso professionale maturato in alcune delle più importanti realtà europee del comparto.
Prestia arriva da 21 Invest, la società di private equity fondata dalla famiglia Benetton, dove aveva ricoperto incarichi di primo piano dopo l’esperienza in Charterhouse Capital Partners. La selezione del nuovo country head italiano sarebbe stata affidata alla società internazionale di executive search Egon Zehnder. Il manager inizierà il nuovo incarico la prossima settimana e assumerà anche il ruolo di partner del gruppo americano, entrando così nella struttura decisionale internazionale del fondo.
All’interno di Carlyle, invece, Marco De Benedetti manterrà il ruolo di chairman, garantendo continuità nella presenza del gruppo sul mercato italiano e nei rapporti istituzionali e industriali costruiti negli anni.
La nomina di Prestia si inserisce in una struttura europea fortemente organizzata per aree geografiche. Carlyle, infatti, attribuisce a ciascun Paese un responsabile dedicato, con il coordinamento affidato a Michael Wand, che guida le attività europee del fondo. Un modello che testimonia l’importanza strategica attribuita ai singoli mercati nazionali, soprattutto in una fase in cui la competizione per le migliori opportunità di investimento è sempre più intensa.
Sul fronte operativo, il gruppo statunitense sta attraversando una fase cruciale del proprio ciclo di investimento. L’ultimo fondo europeo dedicato al private equity, con una dotazione di circa 5,5 miliardi di euro, risulta infatti quasi completamente investito. Parallelamente, Carlyle è già impegnata nella raccolta di capitali per un nuovo veicolo, destinato a sostenere future acquisizioni e operazioni di crescita in Europa, Italia inclusa.
L’arrivo di Prestia rappresenta inoltre soltanto uno dei segnali del forte dinamismo che sta caratterizzando il settore. Secondo indiscrezioni di mercato, anche altri grandi operatori internazionali come CVC Capital Partners ed EQT starebbero rafforzando le rispettive strutture italiane con nuovi ingressi manageriali e professionisti senior.
Il fenomeno riflette una convinzione ormai diffusa tra i grandi fondi internazionali: l’Italia continua a rappresentare uno dei mercati più interessanti in Europa per il private equity. Da un lato per la presenza di numerose aziende di medie dimensioni con forte potenziale di crescita e internazionalizzazione; dall’altro per le opportunità legate ai passaggi generazionali, al consolidamento industriale e alla trasformazione digitale di molti settori dell’economia.