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Blackstone vuole vendere i suoi outlet ai cinesi di Sasseur: ma il rischio Italia può bloccare la cessione

Offerta cinese per il mega-portafoglio degli outlet italiani del fondo statunitense Blackstone, uno dei maggiori investitori in immobiliare e private equity al mondo. Secondo indiscrezioni, il fondo statunitense, assieme agli advisor di Rothschild e di Jones Lang LaSalle, sarebbe in trattativa con un gruppo cinese per la vendita delle sue attività negli outlet.
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, in campo ci sarebbe infatti il gruppo Sasseur, realtà quotata a Singapore, ma con numerosi outlet in Cina. Il gruppo asiatico non ha invece asset in Italia e punta ad espandersi in Europa tramite acquisizioni. Questa sarebbe l’occasione propizia.
Il gruppo cinese ha al momento dieci grandi outlet sul territorio cinese: nel dettaglio, nelle città di Chongqing, Nanjing, Hangzhou, Hefei, Kunming, Changchun, Xi’an, Guiyang e Changsha, con investimenti complessivi per circa 20 miliardi di renminbi e una superficie occupata di 2 milioni di metri quadrati.
L’operazione, secondo i rumors, vedrebbe Blackstone valutare il suo portafoglio di outlet oltre 800 milioni di euro e, a questi livelli di prezzo, potrebbe essere la maggiore operazione del settore del real estate, in Italia, degli ultimi anni.
Ma il nodo maggiore resta appunto il prezzo, visto che bisognerà capire fino a quale asticella di valutazione vorranno spingersi i cinesi.
Il portafoglio degli asset di Blackstone è dislocato su tutto il territorio italiano e comprende gli Outlet Village di Franciacorta, Mantova, Palmanova, come pure il Puglia Outlet Village a Molfetta e il Valdichiana Outlet Village.
Si tratta di circa 150mila metri quadri di superficie, suddivisa tra 600 negozi, rispetto a un totale di 630mila metri quadrati di outlet sull’intero territorio italiano: quindi un quarto dell’intera capacità. I cinque outlet vengono visitati ogni anno da circa 17 milioni di visitatori.
Queste attività sono state rilevate da Blackstone con quattro diverse transazioni a partire dal 2013-2014 e riunite sotto il brand denominato Land of fashion.
Il fondo Usa nelle transazioni è stato affiancato da Kryalos, società che opera negli investimenti immobiliari a largo raggio in Italia per conto della società statunitense. L’orizzonte temporale dell’investimento di Blackstone era di circa 4-5 anni e quindi è comprensibile che il fondo americano voglia ora disinvestire. Altri grandi fondi internazionali hanno guardato il portafoglio italiano, ma al momento il gruppo cinese sarebbe il soggetto più avanzato nelle discussioni. Ad esempio gli svizzeri di Partners Group hanno guardato il portafoglio ma ora non sono più della partita.
Non si tratta della prima operazione, in uscita, strutturata da Blackstone sul suolo italiano nel recente passato. Il fondo Usa ha già fatto un disinvestimento, di minore entità, nel settore retail, cedendo al fondo svizzero Partners Group di un portafoglio composto da sei gallerie commerciali di piccola-media grandezza.
Resta comunque da capire se la transazione andrà (o meno) in porto. Oltre al prezzo, ci saranno da valutare una serie di altri fattori congiunturali.
In un altro periodo storico, probabilmente l’operazione avrebbe avuto la fila di acquirenti. L’esito della transazione di Blackstone potrebbe essere infatti influenzata da due fattori: da una parte il rischio Italia, accresciuto negli ultimi mesi per le vicende politiche e conflittuali fra il Governo italiano e l’Unione europea, e dall’altra parte per la promessa dei 5 Stelle a portare avanti una legge per la chiusura domenicale dei centri commerciali.
Pur non essendoci ancora nulla di definito al proposito, la sola intenzione politica di procedere alla serrata festiva, ha reso più incerte le strategie di investimento dei fondi esteri tra i confini tricolori. Un caso emblematico, su questo fronte, è stato il congelamento dell’asta sulla catena di ristoranti Old Wild West, in buona parte presenti nei centri commerciali.
L’azionista Bc Partners voleva venderli, ma ha dovuto fermare il processo dopo che erano già arrivate le offerte da parte di alcuni private equity. Ora si attende l’esito dell’asta sugli outlet di Blackstone, per capire se ci sarà un bis in questa direzione.