Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Ecco perché far diventare la Sga agenzia di rating sulle cartolarizzazioni è come far scegliere l’arbitro alla Juventus

Le Gacs, cioè le garanzie statali per le cartolarizzazioni di sofferenze bancarie, sono sotto esame del Governo. La proposta dei 5 Stelle di modificare le Gacs e di far sì che la Sga, cioè la società nata per recuperare i crediti problematici del Banco di Napoli, che si sta occupando dei 18 miliardi di Npl delle banche venete, diventi anche agenzia di rating, a mio parere non ha senso. Per dirla in parole semplici è come se si decidesse nel campionato italiano di far scegliere l’arbitro alla Juventus.E rischia anche di avere effetti sulle scelte degli investitori esteri, che sono i maggiori sottoscrittori delle cartolarizzazioni, in questo genere di operazioni.

Gli investitori esteri, in maggioranza americani, vogliono infatti in queste transazioni trasparenza e indipendenza di giudizio. Se la Sga facesse il mestiere di agenzia di rating, ci sarebbe un evidente conflitto d’interessi. Il garante, cioè lo Stato, darebbe infatti il giudizio su se stesso. Nessun investitore americano cadrebbe in questo artificio. Non che le grandi agenzie di rating non abbiano sbagliato in questi anni: Moody’s e le altre sono state colpevoli di diversi errori negli anni passati, e non sono certo limpide nell’indipendenza.

Ma al momento il sistema internazionale è questo e di questo si fidano gli investitori internazionali, che poi devono comprare le nostre cartolarizzazioni. C’è infine da dire che le agenzie di rating non vengono pagate dai veicoli ma dalle banche stesse. E che il rischio delle cartolarizzazioni non ricade sui cittadini, se non con remote possibilità: a garanzia, come cuscinetto, ci sono le tranche junior, poi quelle mezzanino e poi quelle senior, con un attività di recupero dei crediti problematici che dura spesso decenni.

Ps: una cartolarizzazione attraente per gli investitori esteri è tema fondamentale per ridurre la mole di Npl che pesa sulle banche italiane. Facendo pulizia di crediti cattivi, le banche italiane liberano capitale e possono dare prestiti. In caso contrario, sono bloccate nella loro attività.