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Stadio Roma, ondata di arresti. Anche Parnasi in manette. E ora la macchina finanziaria del progetto sembra fermarsi

La vicenda della presunta corruzione di imprenditori, politici e funzionari pubblici coinvolti nel progetto dello stadio della As Roma getta un’ombra ancora più inquietante sul degrado raggiunto da Roma. Il rilancio della città che doveva esserci con il M5Stelle e con il sindaco Virginia Raggi non è mai partito, anzi la situazione si è deteriorata in tutti i settori, basta vedere quello che sta succedendo all’Atac. Ma tornando alla vicenda stadio, i particolari, che emergono in queste ore dalle agenzie stampa, sono rilevanti. Ora c ‘è da chiedersi se il progetto del nuovo stadio della As Roma, tanto voluto dalla città e dal presidente giallorosso James Pallotta, seguirà i tempi previsti oppure se gli arresti e l’inchiesta giudiziaria metteranno in stand-by (chissà per quanto tempo) tutto il progetto.

Di sicuro sembrano a rischio le operazioni finanziarie che erano in corso di definizione sia sul lato del debito sia su quello dell’equity: era in corso di strutturazione il mega-finanziamento (guidato dalla banca d’affari Goldman Sachs che stava sindacando il debito) per la costruzione dell’impianto e la stessa holding Neep aveva in corso la ricerca di nuovi investitori lato equity.

L’As Roma, come precisato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo “non c’entra nulla con l’inchiesta”. “La Roma non fatto nulla di male, siamo stati trasparenti: non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti. Risolveremo tutto”, ha detto il presidente della Roma James Pallotta, dopo la notizia degli arresti. “Se ho sentito Parnasi? Non credo che in cella si possano usare i telefonini”. Parole di fiducia, quelle di Pallotta, che però si devono scontrare con il fatto che il principale artefice del progetto, il costruttore Luca Parnasi, è in cella.

Ma vediamo la vicenda giudiziaria. Sono infatti nove arresti dei carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.Arrestati l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l’attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd). Indagati il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio ed ex presidente del municipio X, che comprende anche Ostia e Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati di Roma e candidato (non eletto) per il M5S alle scorse elezioni politiche al Senato. Complessivamente le persone coinvolte nell’indagine sono sedici: nove arrestati – di cui tre ai domiciliari – e sette indagati. Nell’ambito dell’indagine, oltre alla contestazione dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ci sarebbero due contestazioni per traffico di influenze, quattro contestazioni per emissione di fatture per operazioni inesistenti, cinque episodi di corruzione, due contestazioni per finanziamento illecito ai partiti. Le tangenti sarebbero state date in tre diverse modalità: in contanti, tramite le assunzioni di amici e parenti e tramite l’assegnazione di consulenze. Secondo gli inquirenti il presidente Acea Luca Lanzalone avrebbe ottenuto dal gruppo Parnasi la promessa di consulenze per un valore di circa 100.000 euro mentre il vicepresidente del consiglio regionale di FI Adriano Palozzi avrebbe ottenuto 25 mila euro tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’ex assessore regionale pd Michele Civita avrebbe invece ottenuto una promessa di assunzione del figlio da parte del gruppo Parnasi.