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Il governo Lega-5Stelle di Giuseppe Conte e la lenta fuga degli investitori esteri dall’Italia

Continua il distacco degli investitori esteri dall’Italia. Non è una vendita forte e repentina dei titoli italiani, come quella verificatasi nei giorni delle grandi incertezze sul governo dopo il no del presidente Mattarella a Paola Savona, ma gli investitori esteri sembrano in questa fase assai prudenti. “L’Eurodollaro torna finalmente a superare la resistenza posta a 1,1745 – spiega Arnaud Masset, analista di Swissquote – mentre la moneta unica si rafforza contemporaneamente anche contro il franco svizzero a 1,16. Ciò non dovrebbe sorprendere più di tanto perché se è certamente vero che il Governo di cambiamento guidato da Giuseppe Conte ha incassato la fiducia al Senato, lo è anche il fatto che il nuovo premier ha detto chiaramente che non c’è alcun piano per lasciare l’Eurozona, reiterando invece l’impegno a combattere le misure di austerity e le sanzioni contro la Russia”.

Pur tuttavia, il rendimento dei BtP italiani è continuato a salire e anche la Borsa milanese soffre in paragone a quanto avviene oltre confine in quanto i trader stanno scaricando i portafogli dei titoli azionari del Belpaese. Gli investitori in questa fase infatti non credono che la situazione politica italiana sia in grado di contagiare tutto il resto del Vecchio Continente, ecco perché da una parte vendono titoli italiani ma dall’altra si tengono gli asset europei. Almeno per ora. “I riflessi sul mercato valutario che potremo continuare a vedere vanno proprio in questa direzione. Pertanto, riteniamo che l’incertezza comunque presente possa difficilmente permettere all’Euro di raggiungere la soglia di 1,20 contro il franco svizzero nel breve termine mentre siamo decisamente più positivi sul cambio Eurodollaro, soprattutto perché la guerra commerciale iniziata dagli Stati Uniti sta pesando non poco sulle valutazioni del biglietto verde”.

Gli investitori esteri in particolare sembrano preoccupati per la possibile rottura della disciplina di bilancio collegata ai vincoli europei. Come spiega Bloomberg, i prezzi dei titoli di Stato italiani sono scesi e il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi è salito. Per Paul Donovan di Ubs si tratta di una “reazione di mercato alla prospettiva di politica fiscale che promette soldi per tutti” e non a “ingiustificati timori circa la permanenza dell’Italia nell’euro”. Da ieri sono riprese le vendite sui Btp e su Piazza Affari, in particolare sulle banche. Il rendimento dei Btp italiani sta salendo anche oggi, con il decennale cresciuto oltre il 2,9%, peggio rispetto agli altri bond governativi. E’ comunque probabile che la prova del nove ci sarà dopo l’estate. A quel punto, di fronte a misure ritenute populiste, gli investitori esteri, soprattutto quelli americani, potrebbero decidere di sottopesare ulteriormente il Belpaese nei loro portafogli d’investimento. Si attende in particolare il giudizio di Moody’s e delle altre agenzie di rating sulla nuova politica italiana.