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BANCA CARIGE

Carige vende 1,5 miliardi di incagli: ecco i fondi in gara. Accordo Aponte-Messina

Banca Carige al lavoro sui crediti incagliati e sulle posizioni di Utp (cioè i prestiti “unlikely to pay”) verso settori come shipping, real estate e anche progetti immobiliari. Ma un primo passo del piano sembra a buon punto.
Sarebbe infatti stato raggiunto ieri a Genova un primo risultato per la ristrutturazione dell’esposizione verso il gruppo dello shipping Ignazio Messina & C , verso il quale la banca genovese guidata da Paolo Fiorentino è esposta per circa 450 milioni di euro.
Il progetto, all’inizio dell’anno, riguardava infatti la vendita di 1,5 miliardi di Utp: posizioni suddivise per un terzo nello shipping, per un terzo ancora nel real estate e su progetti immobiliari e per la parte restante sul settore industriale. Tra le posizioni maggiori ci sarebbero per esempio la Marina Genova Aeroporto e le attività Leonardo Technology.
I conti sono presto fatti. Escludendo i quasi 500 milioni di esposizione verso il gruppo Ignazio Messina, resta circa un miliardo di Utp in corso di valorizzazione. Per queste posizioni secondo i rumors, sono state richieste manifestazioni d’interesse (arrivate da una trentina di soggetti finanziari) e ora la lista sarebbe stata scremata a circa 15 soggetti, in particolare fondi, che avrebbero fatto offerte su più asset.
Si tratta, appunto, di grandi fondi e banche internazionali, che sarebbero interessati a diverse posizioni: gruppi internazionali come York Capital, Bain Capital Credit, Cerberus, Fortress e banche come Deutsche Bank e Jp Morgan. Al lavoro a fianco del direttore finanziario Andrea Soro sarebbero l’advisor Kpmg con l’assistenza sul lato finanziario degli avvocati di BonelliErede.
Ma il focus, in questi giorni, è sull’esposizione verso il gruppo navale Ignazio Messina. Proprio questa operazione di ristrutturazione sembrerebbe alle battute finali grazie all’intervento di Gianluigi Aponte, armatore del gruppo genovese Msc: l’accordo prevederebbe la creazione di una newco dove far confluire le attività e le passività del gruppo Ignazio Messina e dove Aponte dovrebbe entrare in aumento di capitale.
La novità è che proprio ieri sarebbe stata firmato un «term sheet» tra la banca genovese, la famiglia Messina, e Aponte, che sarà il punto di partenza per trattare poi con gli altri istituti bancari esposti verso il gruppo armatoriale.
Nel frattempo, Carige già si prepara a un altro dossier, totalmente separato: dovrebbe infatti essere lanciato nelle prossime settimane un processo di cartolarizzazione, con copertura pubblica, cioè con le Gacs, di circa un miliardo di sofferenze.