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In vendita una quota delle marmellate Rigoni: in corsa la Ferrero di Alba

Riassetto azionario in vista per la Rigoni di Asiago, leader in Europa nel mercato biologico di miele, confetture e creme spalmabili.
Per la società sarebbe infatti in procinto di partire un processo, gestito dall’advisor Banca Imi, volto a cedere il 35,5% di Rigoni, in mano a Nb Aurora ed eredità della quota acquisita dal Fondo Italiano d’Investimento sette anni fa. Proprio Nb Aurora è infatti la società, gestita da Neuberger Berman, che ha rilevato il portafoglio del Fondo Italiano d’Investimento e che si quoterà sul segmento Miv di Borsa Italiana. Nb Aurora , che punta ad acquisire partecipazioni di minoranza in Pmi italiane, avrebbe dato incarico a Banca Imi per valutare opzioni strategiche sulla quota azionaria in Rigoni.
Il processo parte dopo che la società, famosa in tutto il mondo per le sue marmellate biologiche, ha provato nel 2017 a valutare una quotazione in Borsa. Lo scorso 28 febbraio, inoltre, Andrea Rigoni, amministratore delegato e azionista di controllo con il 64,5% dell’azienda, ha fatto un’offerta per la quota di minoranza in mano a Nb Aurora: la valutazione non sarebbe però stata considerata congrua dal venditore.
Ora il processo inizia dunque con un tetto minimo di prezzo, individuabile proprio nell’offerta già formalizzata (e rifiutata da Nb Aurora) dalla famiglia Rigoni.
Ci sarebbe in particolare grande interesse dei fondi di private equity e di soggetti industriali, pur trattandosi di una minoranza. Un’offerta scritta sarebbe arrivata dal gruppo dei Paesi Bassi, Royal Wessanen, che avrebbe secondo i rumors valutato Rigoni oltre 11 volte il margine operativo lordo. Tra i soggetti che avrebbero manifestato interesse ci sarebbe anche la multinazionale di Alba, Ferrero. Al contrario tra i private equity sarebbero in campo L-Catterton, Ambienta ed Epic.
Il gruppo, con una storia che comincia nel lontano 1923, ha chiuso il bilancio consolidato al 31 dicembre 2017, con ricavi attorno ai 136 milioni di euro, 17 milioni di ebitda, 50 milioni di posizione finanziaria netta. Nel 2018 sono previsti ricavi per 150 milioni, anche grazie alla crescita prevista negli Usa.