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Vincono i populisti e anti-europeisti: Di Maio e Salvini al test degli investitori

Vince l’Italia dei populisti. Al di là delle lunghe analisi su queste elezioni politiche, la realtà sotto gli occhi nel post elezioni è una: hanno vinto il Movimento 5 Stelle, che ha sfondato nel Sud Italia, terra di maggiore disoccupazione, con la chimera del reddito di cittadinanza, e la Lega che ha promesso di rimandare a casa gli immigrati. Pochi e chiari messaggi che hanno fatto il pieno di voti. Archiviate le polemiche e le battute sugli errori di italiano del candidato premier Luigi Di Maio, che come unica esperienza lavorativa ha lo steward allo stadio San Paolo, e su Matteo Salvini, che da giovane invece andava a fare i picchetti contro le aperture delle moschee a Milano, se si vuole estendere la riflessione al mondo della finanza e alla Borsa resta l’impressione che l’Italia vivrà un periodo di forte volatilità finanziaria. I timori sui populisti, anti-europeisti, ma anche il rischio di ingovernabilità non piacciono agli investitori.

Certo, questa volatilità potrebbe durare poco tempo, in quanto al mondo della finanza alla fine importa poco chi vince le elezioni ma interessano le opportunità di investimento. L’Italia però potrebbe diventare sempre più target di investitori esteri opportunistici e non di lungo periodo. Insomma, residuale per gli investitori. Per fare un esempio che succederà adesso ad Alitalia? Le grandi compagnie estere saranno sempre intenzionate a rilevarla? Detto chi ha vinto c’è da fare anche una riflessione su chi ha perso. Ha perso il Pd di Matteo Renzi, ormai percepito come un partito di elite, e ha perso Forza Italia di Silvio Berlusconi, percepito ormai come vecchio e stanco.

In attesa della reazione della Borsa (che è partita con una discesa superiore all’1 per cento), c’è da dire che malgrado il successo elettorale di M5S e Lega la moneta europea passa di mano a 1,2321 dollari, in linea rispetto al cambio di venerdì scorso. A sostenere la valuta europea, più che l’Italia, l’approvazione, ieri, dei socialdemocratici tedeschi alla grande coalizione in Germania. Sale nel frattempo la pressione sui titoli di Stato italiani. Il rendimento dei Btp decennali è aumentato poco sopra il 2% mentre lo spread con il bund tedesco sempre decennale si amplia a 140,7 punti base, in crescita di circa 10 punti. Cominciano a diffondersi anche i commenti degli analisti finanziari. Quelli di Ubs stimano ad esempio che il risultato delle elezioni italiane, da cui non esce una maggioranza, causerà volatilità sugli asset italiani e sulla Borsa. Per gli analisti di Unicredit invece “i Btp italiani finiranno probabilmente sotto pressione dopo i risultati delle elezioni politiche. Ci sarà incertezza almeno fino a fine marzo: i partiti populisti hanno ottenuto un risultato molto più forte di quanto i sondaggi avessero previsto”.