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Eni punta alle attività italiane di Mossi Ghisolfi: l’obiettivo è la tecnologia Moghi

Sembrerebbe in fase avanzata la trattativa con la quale Eni starebbe rilevando le attività italiane della Mossi Ghisolfi. Secondo quanto indicato negli scorsi giorni dal servizio di intelligence Reorg, Eni avrebbe infatti presentato un’offerta formale per una parte delle attività italiane di Mossi Ghisolfi. Nel dettaglio Eni avrebbe presentato un’offerta per Biochemtex, cioè una controllata del gruppo di Alessandria che ha un marchio proprietario per la produzione di biocarburanti. Ma come mai questa tecnologia, chiamata Moghi, è così interessante per Eni? La tecnologia del progetto Moghi consente di valorizzare biomasse lignocellulosiche a base di lignina per la produzione di prodotti chimici ad alto valore aggiunto. In particolare la lignina che si ottiene come sotto prodotto della produzione di bioetanolo può essere trasformata, attraverso questo processo, in una molecola fondamentale per la produzione di prodotti chimici industriali. Questo approccio offre una soluzione alternativa ed economicamente sostenibile all’uso del petrolio come fonte di molecole primarie. Entro il 22 febbraio, specifica sempre Reorg, si attenderebbero novità sul negoziato con Eni, visto che la procedura sulle attività italiane di Mossi Ghisolfi (finite in stress finanziario) sono sotto l’esame del Tribunale di Alessandria. Sul processo starebbero lavorando Mediobanca, Gianni Origoni Grippo Cappelli e, sul lato industriale, Boston Consulting Group.