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Italo agli americani. E il Frecciarossa? Sarebbe un target perfetto per un fondo sovrano o infrastrutturale

Italo finisce agli americani per una cifra assai elevata, facendo contenti tutti gli azionisti. Il mio pensiero, in queste ore, è andato all’altro dossier, ben più strategico che è sul tavolo del Governo: cioè la quotazione dell’alta velocità del Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato unita a tutte le attività delle tratte a lunga percorrenza (quindi gli intercity per esempio). Premetto che sul tema non ci sono al momento indiscrezioni di qualsiasi tipo, né piani allo studio. Insomma, il mio è il ragionamento di chi, ormai da anni, sa come funzionano i mercati finanziari e sa come si muove e come pensa quello che definisco il “grande circo” della finanza.

Come si sa il governo ha affidato alla banca d’affari Nomura un incarico per quotare il Frecciarossa. Con le elezioni alle porte, lo studio di fattibilità della banca d’affari giapponese si sarebbe un attimo rallentato e il dossier sarà preso in mano dal prossimo governo.

Le attività oggetto di scorporo sono 4 volte più grandi di quelle di Italo appena finite al fondo americano Global Infrastructures. Per dare qualche numero hanno un margine operativo lordo di circa 800 milioni e potrebbero valere almeno 7 miliardi di euro. Insomma, se l’Altavelocità del Frecciarossa e gli Intercity venissero quotati, l’incasso per lo Stato (che ne è azionista) sarebbe assai elevato, diversi miliardi.

Ma la storia di Italo di queste ore insegna che ci sono soggetti finanziari addirittura disposti a pagare più della Borsa, soprattutto in un momento in cui i mercati sono diventati un po’ volatili. E allora mi viene da pensare che un fondo infrastrutturale o un grande fondo sovrano potrebbero essere disposti a valutare una minoranza del Frecciarossa a un prezzo assai ghiotto per il Governo.

C’è chi potrebbe ribattere che il fondo americano ha comprato la maggioranza di Italo e lo gestirà per poi rivenderlo o quotarlo fra qualche anno. Nel caso del Frecciarossa, lo Stato può vendere solo una minoranza (anche se corposa) in quanto il controllo deve restare nelle sue mani.

Ebbene, anche in questo caso ci sarebbe una risposta: Italo è stato venduto al fondo Usa con una storia di crescita. Al contrario il Frecciarossa (più gli intercity) sono ormai una macchina rodata nel settore dei trasporti: in questo caso saranno i dividendi certi ad attirare i futuri investitori. Insomma, si tratta di una sorta di bond con garante lo Stato italiano. Quello che piace proprio ai fondi infrastrutturali e ai fondi sovrani.

  • Giuseppe |

    Un SEGNALE! Gli americani hanno comprato in fretta e ciò vuol dire che credono (e ci metteranno del loro perché sia così) … credono nello sviluppo delle ferrovie italiane e finalmente nella realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina???

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