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Milan, il disappunto di Fininvest sul settlement agreement e i sondaggi di Silvio Berlusconi

Pensieri di fine anno in zona rossonera. La crisi finanziaria e sportiva del Milan è vista con qualche preoccupazione negli ambienti Fininvest. Ma è soprattutto Silvio Berlusconi a sentirsi maggiormente coinvolto dal punto di vista emotivo e politico.
Fin dalla chiusura dell’operazione, nell’aprile scorso, circolavano indiscrezioni che in qualche modo vedevano l’ex-premier pronto a ricomprarsi il Milan nel caso l’avventura cinese non si fosse rivelata fortunata.

LE LEGGENDE METROPOLITANE SUL RITORNO DI SILVIO
In realtà queste appaiono più che altro leggende metropolitane. La holding dell’ex premier, Fininvest, che è espressione anche dei figli di Silvio Berlusconi, non sembra per niente desiderosa di tornare in un business, quello calcistico, che costa centinaia di milioni. Inoltre il Milan, nel caso dovesse finire ad Elliott, verrebbe riceduto a un prezzo (compresi i debiti) di almeno 450 milioni. Ci vorrebbero quindi un centinaio di milioni di equity (cioè soldi freschi) per fare l’operazione. Non una cifra impossibile, ma sicuramente impegnativa visti gli investimenti necessari successivamente.

I SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI
Ma c’è un dato politico da considerare. Secondo i rumors raccolti da questa rubrica Silvio Berlusconi e i suoi sondaggisti sarebbero un po’ preoccupati dal calo di consensi che potrebbe causare in campagna elettorale un Milan in crisi sportiva ma soprattutto finanziaria. Proprio Silvio aveva infatti garantito sulla solidità dell’uomo d’affari cinese: “Lascio il Milan in buone mani” aveva detto. Il voto è in primavera proprio nel momento in cui si saprà se il club rossonero resterà nelle mani fragili di Yonghong Li oppure se finirà a Elliott. Ovvio che un colpo di teatro, con il club che ritorna a chi ne ha fatto le fortune per decenni, avrebbe un riscontro elettorale. Silvio Berlusconi non è nuovo a colpi ad effetto del genere. Basta pensare alle vicende Balotelli e Kaka.

IL NODO DEL RIFINANZIAMENTO DI YONGHONG LI
Tuttavia il problema resta l’investimento necessario a ricomprarsi il Milan. Così, in ambienti finanziari, c’è chi pensa che alla fine la soluzione prescelta potrebbe essere intermedia. Silvio Berlusconi, nella sua vita politica e imprenditoriale, ha avuto grandi relazioni internazionali e finanziarie. Se Yonghong Li dovesse riuscire a rifinanziare il debito, allora i problemi potrebbero essere posticipati. E se non ci riuscisse? Non è da escludere che futuri compratori siano in qualche modo collegati a una consuetudine di rapporti con l’ex-premier. Tanto che, secondo i rumors raccolti da questa rubrica, ambienti finanziari milanisti vicini all’ex-premier si starebbero muovendo per trovare una soluzione. Tutto sarebbe però in una fase embrionale. L’impressione è però che i nuovi investitori, se davvero ci saranno, non arriveranno più dalla Cina, viste anche le nuove restrizioni del Governo di Pechino.

IL SETTLEMENT AGREEMENT E IL DISAPPUNTO DI FININVEST
Inoltre il Milan in primaverà sarà sottoposto al settlement agreement dell’Uefa. Anche in questo caso i riflettori sono puntati su Fininvest, come ex proprietaria del club. L’amministratore delegato milanista Marco Fassone ha chiamato in causa la precedente gestione, quella Berlusconi–Galliani, per le perdite precedenti: «Il Milan ha commesso delle violazioni rispetto al Fair Play finanziario negli scorsi anni. Il Milan ha cercato di non ricevere violazioni per gli anni 2014, 2015, 2016. La UEFA nelle prossime settimane ci proporrà delle soluzioni per sanare i problemi e le violazioni create in passato». Potrebbero arrivare dunque delle multe e la nuova proprietà pensa di dividerle con la vecchia gestione. Ma su questo fronte Fininvest pare blindata. All’atto del closing nella corposa documentazione, alla voce contenziosi, secondo quanto risulta a questa rubrica il nuovo compratore ha rinunciato infatti a qualsiasi richiesta in denaro in caso di multe dell’Uefa. La frase (alla voce Claims) sarebbe stata evidenziata per evitare fraintendimenti successivamente. Quindi, anche in caso di contenzioso legale fra la nuova proprietà e il Biscione, non ci sarebbero le motivazioni legali per estendere le multe a Fininvest.