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Il fondo Elliott svela le sue carte su Ansaldo Sts

Prima applicazione della norma ‘antiscorrerie’, che prevede l’obbligo per chi superi determinate soglie nel capitale delle società quotate, a partire dal 10%, di dichiarare i propri intenti. A testare la norma è stato il fondo Elliott, la cui quota azionaria in Ansaldo Sts ha superato lo scorso 7 novembre il 25% del capitale, parte di una posizione complessiva lunga del 31,8% se si includono alcuni equity swap.
Nella sua dichiarazione – ora disciplinata dal comma 4-bis dell’articolo 120 del testo unico della finanza – Elliott non esclude di “incrementare” la propria quota “a seconda delle condizioni complessive di mercato, di altre opportunità di investimento disponibili” o della disponibilità di azioni Ansaldo Sts ad un prezzo “vantaggioso”. Ma, afferma, di non volere “ad oggi acquisire il controllo” della società di segnalamento ferroviario, controllata da Hitachi. Elliott “si riserva il diritto di esercitare i propri diritti” per “liberare valore inespresso o creare valore” ma non intende chiedere la “revoca” del cda, richiesta che peraltro
sarebbe inutile alla luce del fatto che Hitachi detiene il controllo assoluto della società italiana