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Astaldi verso aumento da 200 milioni e cessioni delle concessioni turche

Astaldi è pronta all’aumento di capitale. Allo studio del gruppo romano, tra i leader nel settore delle costruzioni, ci sarebbe un aumento capitale attorno ai 200 milioni di euro propedeutico al rafforzamento patrimoniale dell’azienda e al successivo rifinanziamento del debito da parte del mondo bancario. Secondo le indiscrezioni dovrebbe essere riscadenziato anch il bond da 750 milioni di euro, con scadenza 2020. L’anticipazione del Sole 24 Ore è stata confermata dalla società questa mattina con una nota diffusa prima dell’inizio delle contrattazioni.
Per garantire l’aumento si sarebbe formato un consorzio formato Unicredit e Bnp Paribas e al quale si potrebbero unire altri istituti come Banca Imi e Banca Akros.
L’aumento di capitale rientra all’interno della strategia di rafforzamento patrimoniale e di riduzione del debito (fermo nel primo semestre a 2,1 miliardi lordi) che, come confermato anche dal piano industriale 2017-2021, verrà effettuato anche tramite una serie di cessioni.Tra le varie indiscrezioni che si sono susseguite c’è quella di una possibile uscita di Astaldi dalla concessione sul terzo ponte sul Bosforo, di cui possiede un 33 per cento. Proprio nella concessione per il ponte del Bosforo il gruppo ha infatti investito 165 milioni in azioni e 188 milioni in bond subordinati. Proprio il presidente Paolo Astaldi ha dichiarato, nel settembre scorso, che il gruppo punta a incrementare i ricavi a 4,5 miliardi di euro entro il 2021 e che è focalizzato su una strategia di crescita “standalone”, ovvero senza grandi fusioni/acquisizioni. Astaldi prevede ricavi da cessioni per 450 milioni di euro entro fine 2018.
L’aumento affiancherebbe il piano di cessioni delle attività in concessione. Su tale fronte resta cruciale l’uscita dalle iniziative in Turchia (il Ponte sul Bosforo, l’Autostrada Istanbul-Smirne e l`Opedale di Etlik). La vendita degli asset in concessione sta richiedendo più tempo del previsto e questa potrebbe essere una delle motivazioni per considerare l’aumento di capitale”, scrivono gli analisti di Mediobanca Securities. Inoltre, anche la situazione in Venezuela può rappresentare un altro motivo per andare verso questa soluzione. In termini generali, prosegue Mediobanca, indipendentemente dalla diluizione tecnica che deriverebbe da questo aumento di capitale, «potremmo apprezzare una mossa di rafforzamento di capitale che abbasserebbe il livello di debito lordo». Gli analisti di Equita ricordano che Astaldi ha un debito lordo di circa 2,1 miliardi. A fronte di tale indebitamento il capitale investito nelle concessioni ammonta a circa 700 mln. «La dimensione dell’aumento è insufficiente a risolvere i problemi di indebitamento di Astaldi – scrivono gli analisti – se non accompagnato da una decisa riduzione dell’esposizione alle concessioni».