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Mossi Ghisolfi, per le attività americane interesse da Messico, Indonesia e Thailandia. Per quelle italiane ipotesi Versalis

Si comincia a delineare il riassetto del gruppo Mossi & Ghisolfi sia in Italia sia negli Stati Uniti. Negli Usa, dove la società è finita in Chapter 11, hanno mostrato interesse all’advisor Rothschild oltre agli studi legali Allen&Overy e Jones Day numerosi compratori: secondo quanto indicato da Reuters ci sarebbero il gruppo thailandese Indorama, quello indonesiano Reliance Industries e il messicano Alpek. Al contrario il business italiano, dove sono advisor Mediobanca e Gianni Origoni Grippo Cappelli oltre allo studio della commercialista Stefania Chiaruttini, ha per ora visto alcuni passaggi: come la domanda di concordato in continuità. In una seconda fase si guarderà potenziali compratori, anche se per ora avrebbero mostrato interesse alcuni soggetti. Fra questi ci potrebbe essere Versalis, la controllata nella chimica di Eni. Ma come si è arrivati alla crisi di Mossi Ghisolfi? La causa sarebbe stata nei costi crescenti dello stabilimento di Corpus Christi in Texas, con un’esplosione del debito finanziario a 1,8 miliardi a fine 2016 dagli 1,2 miliardi di fine 2015. Interessato allo stabilimento sarebbe ora il fondo speculativo americano Och Ziff.