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Bollette ogni 28 giorni, il grande inganno da un miliardo delle Tlc ai consumatori

Bollette a 28 giorni. Un miliardo di nuovi incassi per le società di Tlc e consumatori ignari del grande affare ai loro danni. C’è qualcosa che dovrà essere indagato e verificato con cura dalle associazioni dei Consumatori e dalle Authority competenti (l’Agcom) nella strategia delle società di telecomunicazioni (Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb) che sono passate alla bolletta ogni 28 giorni invece di quella tradizionale mensile. Da notare che anche Sky, tra quelle televisive, ha fatto la stessa cosa. La bolletta ogni 28 giorni per la telefonia fissa, per Internet, per le sim con abbonamento e per milioni di sim ricaricabili – significa infatti pagare 13 volte in un anno, invece delle vecchie dodici. In pratica il giochino è stato quello di inventarsi un anno solare con tredici mesi, mentre per fare un esempio gli stipendi sono a dodici mesi.
Ma l’aspetto più rilevante è che le società di Tlc non hanno aumentato il canone in modo chiaro (come sarebbe stato nella loro facoltà), in modo da mostrarlo in modo trasparente nella bolletta al consumatore che avrebbe poi potuto decidere se rescindere o meno il contratto. Invece hanno scelto la strada bizantina e ingannevole dell’invenzione della bolletta ogni 28 giorni: una strategia che ha portato i clienti a non capire la portata del cambiamento e i costi annessi. Volutamente?

Da indagare è così la procedura con la quale le società di telecomunicazioni hanno avvisato i loro clienti del cambio di condizioni contrattuali. Secondo quanto appreso da questa rubrica la procedura utilizzata in tantissimi casi (anche se ogni società ha utilizzato strategie diverse) è stata tale da non far comprendere appieno ai consumatori la portata del cambiamento.

Secondo quanto appreso infatti la procedura utilizzata ha previsto, in tantissimi casi, soltanto l’invio di un sms in cui la società telefonica indicava solamente in modo generico che stavano per cambiare le condizioni contrattuali e che, senza un avviso contrario del cliente, il cambiamento di condizioni era tacitamente autorizzato. Ma c’è di più: alle chiamate dei clienti al servizio di call center veniva risposto e negato che ci fossero costi aggiuntivi nelle bollette telefoniche, ma soltanto una modifica nella forma temporale (e quindi non sostanziale) della bolletta.

Se così non fosse, non si capirebbe perché le disdette sono state pochissime. Su Repubblica di oggi viene confermata questa ipotesi. Avvicinato a un convegno dell’Università Luiss di Roma, Antonio Nicita, economista, uno dei cinque componenti del Garante per le Comunicazioni ha spiegato: “Abbiamo notato”, spiega Nicita, “che la bolletta emessa su 28 giorni non ha comportato una fuga dei clienti dalle aziende malgrado queste siano responsabili di un così marcato aumento dei prezzi. Ci troviamo di fronte a un caso di “anelasticità al prezzo” in un contesto oligopolistico”, cioè in un habitat dove dettano legge poche imprese fortissime. “Sembra che i consumatori non abbiano compreso a pieno i significati e le implicazioni della manovra tariffaria; non hanno colto cioè che sono stati investiti da una crescita significativa dei prezzi. E sono rimasti fermi, senza reagire in alcuna maniera”.
Un caso eclatante che fosse successo negli Stati Uniti, per fare un esempio, avrebbe provocato una levata di scudi delle associazioni dei consumatori e delle authority. In Italia invece questo giochino contro gli ignari consumatori, costerà alle compagnie telefoniche una multa dell’Agcom di soltanto un milione 160 mila euro, ma agli operatori di telefonia e di Internet, frutterà una torta da almeno un miliardo 190 milioni, come maggiore fatturato. Direi che ce ne è abbastanza per una levata di scudi delle associazioni dei consumatori (e speriamo delle Authority competenti e quindi del Governo) anche in Italia.

  • Rocco L'EPISCOPIA |

    E’ la la solita furbizia italiana!

  • Liborio Rizzo |

    Questa malefatta procedura sarebbe una mascherata truffa e gravissima aggressione alla fiducia di noi clienti e quindi tale da essere messi Aalla gogna e da indurre tutti noi a disdire per sempre ogni contratto di telefonia fissa, tanto ormai con i cellulari potremmo farne a meno benissimo. Questa dovrebbe essere la risposta più’ dura e feroce.e

  • Adriano |

    Siamo di fronte a un cartello, perché nessuna ripeto nessuna azienda telefonica ha mantenuto la libera concorrenza, o mi sbaglio ??
    ?,

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