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Colaninno valuta la cessione di Intermarine: mandato esplorativo a Mediobanca

La Immsi della famiglia Colaninno esplora una possibile valorizzazione del gruppo Intermarine, storica azienda che progetta e fabbrica imbarcazioni marittime per usi commerciali, militari e per il tempo libero.
Secondo indiscrezioni sull’azienda di Sarzana, che è dal 200o nel portafoglio di Immsi, sarebbe partito un processo volto a valutare eventuali manifestazioni d’interesse in Italia e all’estero.
Questo stesso processo, secondo le indiscrezioni, sarebbe gestito dai banchieri di Mediobanca. In particolare sarebbero giunte dall’estero alcune manifestazioni d’interesse per il gruppo, tra le quali una di rilievo da un gruppo cinese di primo piano. Il dossier sarebbe stato proposto, secondo alcune voci, anche a Fincantieri. Resta da capire se la società guidata da Giuseppe Bono, che ha appena archiviato il faticoso accordo per i cantieri di Stx France, potrebbe prendere in considerazione un’operazione di questo tipo, sicuramente di piccola taglia per le sue ampie e articolate attività. Contattata Fincantieri ha comunque risposto con un «no comment» al Sole 24 Ore.
Immsi ha avviato negli ultimi anni il rilancio del gruppo Intermarine. Da notare che nel 2012, in seguito a una fusione per incorporazione, Intermarine si è unita con Rodriquez Cantieri Navali, che possedeva quattro inpianti di progettazione e costruzione, di cui tre in Italia ed uno in Brasile, aperto nel 2001 a Rio de Janeiro.
Il lavoro della holding presieduta da Roberto Colaninno ha cominciato ad essere ben visibile nel primo semestre di quest’anno, nel quale la società è tornata in nero. Nei primi sei mesi del 2017 i ricavi netti dell’azienda di Sarzana hanno infatti toccato i 52,4 milioni di euro, in crescita di circa il doppio rispetto ai 27,4 milioni del 2016.
Il margine operativo lordo è stato positivo per 10,3 milioni, in miglioramento (rispetto al rosso di 0,1 milioni nel 2016).
Nello stesso periodo l’utile netto è stato positivo per 4,9 milioni, in incremento rispetto al risultato negativo per 1,8 milioni nel 2016. Al 30 giugno 2017 l’indebitamento finanziario netto è pari invece a 55,1 milioni, in miglioramento per 31,1 milioni rispetto a 86,2 milioni al primo semestre 2016.
Infine il portafoglio ordini di Intermarine al 30 giugno 2017 è pari a circa 263 milioni a garanzia dell’attività per i prossimi tre esercizi. La strategia prevede una crescita internazionale, in particolare, nei Paesi asiatici ed in quelli europei.
Il gruppo negli ultimi anni, in particolare, è cresciuto nelle commesse per il settore della difesa. Ha ottenuto commesse dalla Marina militare italiana.
Intermarine ha completato di recente i lavori dello scafo della prima Unità navale polifunzionale ad alta velocità (Unpav) destinata alla Marina militare, che con una lunghezza totale di 44 metri è lo scafo in vetroresina più lungo mai realizzato in Europa ricavato per processo di infusion». La produzione della nave rientra nel contratto di fornitura siglato con la Marina, per due unità e un ammontare totale della commessa di circa 40 milioni.
Lo scorso anno Intermarine ha invece portato a termine il contratto di fornitura della Marina Finlandese per tre unità cacciamine.