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Parmalat punta all’australiana Murray Goulburn: offerte questa settimana

Parmalat mette nel mirino Murray Goulburn, il più grosso trasformatore di latte in Australia. Oggi Murray Goulburn fa capo ad una serie di cooperative agricole australiane che avrebbero deciso di cedere la controllata. Gli azionisti avrebbero deciso di affidare un incarico a Deutsche Bank per valutare le manifestazioni d’interesse. Il gruppo di Collecchio punterebbe all’intero perimetro di Murray Goulburn, a differenza di altri potenziali compratori che valuterebbero anche uno spezzatino. In corsa ci sarebbero, oltre a Parmalat, la canadese Saputo, la neozelandese Fonterra, e le due australiane Bega Cheese e Goodman Fielder. In Australia Parmalat aveva già comprato Harvey Fresh per 79 milioni di dollari nel 2014. Ora il boccone sarebbe però molto più grosso.
Il vero obiettivo resta la Cina: un miliardo di persone che si sta aprendo al consumo di latticini (abitudine occidentale che sta prendendo piede in Asia). L’Australia è un’ottima testa di ponte per esportare in Cina, dove è difficile entrare e non ci sono professionalità e impianti. Se c’è una cosa che non fa difetto ai francesi di Lactalis, proprietari di Parmalat, è la strategia di espansione: sotto la gestione della famiglia Besnier, Parmalat ha fatto shopping in giro per il mondo (tra le acquisizioni, però, anche la contestata e controversa Lag, di proprietà di Lactalis che l’ha venduta alla sua Parmalat). Una mossa apprezzata sul mercato, perché l’Italia è da anni è in calo e senza una diversificazione geografica Parmalat non sarebbe stata in grado di mantenere i suoi numeri (3 miliardi di euro di ricavi nei primi sei mesi, in rialzo del 9%). L’affondo nella terra dei canguri non sarà facile: l’azienda australiana fa gola anche ad altri concorrenti, pesi massimi. Su Murray hanno messo gli occhi, assistito dalla banca d’affari Rothschild, anche il gruppo Saputo, il più grosso big caseario canadese fondato dalla famiglia omonima, emigrati italiani dalla Sicilia nel Dopoguerra, una delle più ricche al mondo e proprietaria anche del club di calcio Bologna FC; e Fonterra, neozelandese ma con una posizione di leadership in Australia. Proprio l’essere già il colosso nazionale, posizione raggiunta proprio grazie alla crisi di Murray, potrebbe far sorgere problemi di antitrust ed eliminare Fonterra dai giochi. In corsa ci sarebbero poi due gruppi australiani. Tiepida sembrerebbe Goodman Fielder, assistita da Ubs, controllata dalla società di Singapore Wilmar e dal gruppo di Hong Kong First Pacific. Maggiori sembrano invece le chance di Bega Cheese, che potrebbe offrire alle cooperative agricole azioniste di Murray Goulburn un’offerta carta contro carta, che consentirebbe a queste ultime di restare azioniste. Le offerte per la Murray Goulburn sono attese entro il 15 settembre e proprio settimana prossima sarebbe previsto un consiglio di amministrazione di Parmalat: non è da escludere che proprio in quell’occasione si potrebbe il punto sulla possibile offerta per la società australiana.