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Insegne del gruppo Mediaset a Cologno Monzese. Gli utenti di Mediaset Premium a marzo sono cresciuti a 4,18 milioni in totale, contro i 3,88 milioni di fine 2010 e i 3,73 milioni di fine 2009. Si tratta dei dati che i vertici del gruppo televisivo hanno utilizzando per la presentazione dei dati 2010 agli analisti finanziari. In particolare gli utenti Mediaset Premium sono 1,9 milioni in abbonamento e 2,3 milioni con tessere prepagate. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Mediaset chiude il peggior bilancio della sua storia: ecco perché dopo la sentenza Agcom scenderà a patti con Vivendi

Il gruppo Mediaset chiude il 2016 – il peggiore della sua storia- con una perdita netta consolidata di 294,5 milioni di euro contro un utile di 3,8 milioni nel 2015. Il risultato – peggiore delle attese degli analisti – «è imputabile agli effetti della vicenda Vivendi», che impatta solo sulle attività italiane, che chiudono con un rosso di 380,1 milioni di euro contro la perdita di 74,6 milioni del 2015. In Spagna, invece, il dato è positivo per 171 milioni, in crescita rispetto ai 166,2 milioni del precedente esercizio. L’effetto negativo delle violazioni contrattuali di Vivendi ammonta a -341,3 milioni di euro, precisa Mediaset. I ricavi netti ammontano a 3.667 milioni in aumento rispetto ai 3.524,8 milioni del 2015 (+142,2 milioni). In particolare, i ricavi in Italia sono cresciuti a 2.675,9 milioni rispetto ai 2.554,2 milioni dell’anno precedente (+4,8%). Analogo incremento in Spagna con 992,0 milioni di euro rispetto ai 971,9 milioni del 2015 (+2,1%). L’indebitamento finanziario netto è passato a 1.162,4 milioni di euro rispetto agli 859,4 milioni di euro del 31 dicembre 2015.
Insomma, è chiaro che il braccio di ferro con Vivendi non sta portando benefici né a una parte né all’altra. Ieri l’Agcom ha imposto a Vivendi di scendere sotto il 10% di Mediaset (da 28,8%) o di Tim-Telecom Italia (da 23,94%) entro 12 mesi ed inoltre dovrà presentare entro 60 giorni il piano di riduzione della propria quota. La sanzione per Vivendi sarebbe compresa fra il 2% ed il 5% del fatturato. Vivendi ha annunciato che ricorrerà al Tar ed alla Ue per bloccare la decisione dell’Agcom, che dovrebbe comunque consentire uno slittamento sulla decisione finale. Fininvest dall’altro lato potrebbe incrementare la propria quota del 1,2% in Mediaset già subito ed acquisire il restante 3,8% a dicembre arrivando al 45% dei diritti di voto della società per riacquisire il controllo della società.
Tuttavia proprio i danni che la battaglia legale sta portando ad entrambi i contendenti potrebbero consigliare cautela. Insomma, potrebbero riprendere le trattative fra i due gruppi e dopo la sentenza dell’Agcom, Fininvest è in una posizione di maggior forza per negoziare con Vivendi. Le due società hanno 3 mesi per trovare un accordo presso la Camera Arbitrale di Milano per la contesa sul contratto di cessione di Premium. La piattaforma Premium sembra in una fase di declino dovuto alla strategia di uscita del business della pay-tv. La decisione dell’Agcom potrebbe dunque accelerare la ricerca di una soluzione e dopo le elezioni francesi potrebbe essere più chiaro il quadro politico per capire cosa farà Vivendi.