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La tedesca Gerresheimer fa un’offerta per il vetro della Bormioli Rocco

Il vetro della Bormioli Rocco, famosa alle cronache anni fa quando azionista era la Efibanca del Banco Popolare, potrebbe finire in Germania. A farsi avanti per il gruppo, ora di proprieta’ del private equity Vision Capital, sarebbe infatti la multinazionale tedesca Gerresheimer. Da qualche mese l’azionista Vision Capital ha infatti messo la Bormioli in vendita, affidando un incarico alla banca d’affari Rothschild. E proprio la multinazionale tedesca Gerresheimer sarebbe tra i soggetti che avrebbero fatto un’offerta preliminare: anche se non sarebbe l’unico potenziale compratore in campo, visto che sarebbero nella partita anche alcuni fondi di private equity, oltre che altri soggetti industriali.
Tra i soggetti che sarebbero invece usciti per il momento dalla gara ci sarebbe la Zignago Vetro, la societa’ della famiglia Marzotto che era interessata soprattutto alla divisione dei contenitori per il settore farmaceutico della Bormioli Rocco. La richiesta di Vision Capital per la cessione di Bormioli sarebbe tra i 500 e i 600 milioni di euro. Oggi il gruppo si suddivide in due divisioni del vetro: quella farmaceutica, che e’ poi anche la piu’ redditizia, e quella dei casalinghi. Due anni fa Vision Capital ha invece venduto la divisione di packaging alimentare, dopo aver gia’ dismesso le attività di profumeria francesi e quelle raccolte nella controllata americana. A comprare la divisione di packaging alimentare era stata la Vetropack Holding, una multinazionale della Svizzera tedesca quotata a Zurigo e tra i leader europei nel settore del packaging. Le attese di prezzo sono invece ora elevate soprattutto per la vendita della divisione farmaceutica. Vision nel 2011 ha rilevato Rocco Bormioli (con la partecipazione del 94,5%) dal Banco Popolare finanziandosi con un bond high yield da 250 milioni, e ha provveduto a un progressivo spezzatino dell’azienda. La storica vetreria fondata a Fidenza (Parma) nel 1825 e diventata negli anni un piccolo marchio del Made in Italy, era stata risanata (con l’arrivo di Pier Francesco Saviotti) dal Banco Popolare, che a sua volta aveva ereditato la quota dalla Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. A distanza di qualche anno Vision Capital ha dunque deciso di valorizzare l’azienda con un break-up.