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Valentino e Furla si preparano per il debutto a Piazza Affari

Il lusso si prepara per lo sbarco in Borsa. Secondo indiscrezioni, fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, potrebbero sbarcare a Piazza Affari due tra i marchi italiani più noti nel fashion e negli accessori, cioè Valentino e Furla.
Le banche d’affari, interessate a far parte del consorzio di coordinatori dell’offerta, starebbero in particolare sondando l’azionista di Valentino, cioè la holding Mayhoola che fa capo ai reali del Qatar. Una decisione definitiva non sarebbe ancora stata presa dal Qatar per la sua controllata: le risorse finanziarie non mancano infatti all’azionista del Golfo Persico, che tuttavia potrebbe propendere per l’Ipo in modo da raccogliere capitali per l’ulteriore sviluppo internazionale della maison tricolore.
Per ora Mayhoola avrebbe affidato soltanto un mandato all’advisor Rothschild per sondare le possibilità di una quotazione: la tempistica sul tavolo potrebbe vedere uno sbarco in Borsa tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. In questo caso Milano dovrebbe essere la piazza favorita e avrebbe dunque battuto la concorrenza di altre sedi come Parigi e Londra.
Valentino era stata rilevata dai regnanti di Doha nell’estate del 2012 per 720 milioni di euro: un prezzo che era sembrato in prima battuta esagerato, visto che il bilancio 2011 si era chiuso con un fatturato di 322,4 milioni di euro.
Ma l’azienda ha spinto negli ultimi anni sulla crescita: archiviando il 2015 con poco meno di un miliardo di euro di ricavi, mentre l’ebitda è stato di 180 milioni. Nel 2016 l’Ad Stefano Sassi, ha annunciato una crescita di quasi il 10% del fatturato a 1,1 miliardi di euro.
Stesso disegno per Furla. Al lavoro sul dossier sarebbe il banchiere Gianni Tamburi, che tramite la società d’investimento Tip è entrato nel gruppo famoso per borse e accessori tramite un prestito convertibile all’atto dell’Ipo.
Anche in questo caso le banche starebbero sondando gli azionisti per costituire il consorzio. L’orizzonte temporale dell’Ipo è sempre tra fine 2017 e inizio 2018. Furla, che nel 2016 ha archiviato un fatturato superiore ai 400 milioni e un Mol di una sessantina di milioni, potrebbe valere in Borsa attorno ai 700 milioni di euro.