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I report delle banche d’affari agli investitori sul Movimento 5 Stelle: il nodo sull’uscita (o meno) dall’euro

Quante possibilità ha il Movimento 5 Stelle di vincere le prossime elezioni politiche in Italia? E’ vero che il Movimento 5 Stelle vuole un referendum sull’uscita dall’euro? Sono queste due delle domande più frequenti e gettonate che i grandi investitori internazionali inviano alle banche d’affari alle quali commissionano analisi e report sulla situazione politica dell’Italia. Da ieri, per questi stessi investitori e per le stesse banche d’affari, l’analisi sulla strategia del movimento 5 Stelle diventa ancora più complessa: cioè dalla giravolta di Beppe Grillo che ha chiesto l’ingresso nel gruppo Alde, Alleanza dei liberali e democratici d’Europa, tempio del filo europeismo più tradizionale, che è stato perfino la casa di Mario Monti. Si tratta di una svolta moderata in chiave europea, che potrebbe piacere agli investitori internazionali. Peccato che fino a dicembre scorso i pentastellati dichiaravano di essere pronti a indire un referendum per uscire dall’euro. Era stato lo stesso Alessandro Di Battista a dichiararlo intervistato dal quotidiano tedesco Die Welt. La querelle sull’europeismo (o meno) del movimento sembra comunque solo all’inizio visto che il capogruppo dell’Alde, Guy Verhofstadt, ha annunciato ieri in serata la rinuncia all’alleanza con il M5S.