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Db Milano 19/09/2015 - campionato di calcio serie A / Milan-Palermo / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: esultanza gol Carlos Bacca

Milan ai cinesi, il rebus dei nomi. Unica certezza: tra giovedì e venerdì si apre il sipario

Yonghong Li, Haixia Capital, Yongda Group e, ancora, China construction bank, Ping An Insurance, Baoshang bank, Huarong international, Tcl corporation. E’ questa la cordata cinese futura che conquisterà il Milan? In realtà, secondo quanto risulta in base a indiscrezioni raccolte, tra i nomi suddetti (oltre a quelli già dati come ufficiali) solo alcuni sarebbero nella lista presentata al momento del preliminare, altri invece non ci sarebbero proprio mai stati in questo “segreto” elenco. E ancora: è possibile che fra qualche giorno, quando verrà presentata la lista effettiva da Yonghong Li compaiano conferme ma anche nomi totalmente nuovi e non compresi nella lista di agosto. Insomma, fra qualche giorno ci potrebbero essere delle conferme ma anche sorprese dato che la situazione appare fluida: anche perché qualsiasi azienda, pure quelle private, necessita in Cina di lunghe autorizzazioni governative per esportare capitali all’estero.
Secondo indiscrezioni finanziarie, inoltre, le banche presenti nell’elenco (come la stessa China construction bank) non sarebbero investitori in equity (cioè con capitali propri) ma finanziatori dell’operazione. Il nome forse più sicuro della lista (in quanto a conferma dell’impegno preso) dovrebbe invece essere il gruppo Tcl Coporation, che avrebbe anche un interesse strategico a pubblicizzare il proprio marchio hi-tech (già molto famoso in Asia) in Europa. Ping An Insurance, nome rivelato proprio ieri dal Sole 24 Ore, sarebbe pure nella lista iniziale, ma è tutto da verificare un suo commitment (cioè impegno finanziario) effettivo: il colosso assicurativo cinese ha infatti bisogno di una serie di autorizzazioni interne dei propri board e resta da capire se tutta la trafila è stata compiuta senza problemi. Ad attendere che venga resa pubblica la lista finale è l’amministratore delegato in pectore Marco Fassone, scelto dai cinesi per le sue capacità di marketing e che avrebbe rifiutato, pur di andare al Milan, un’offerta della Infront.
Insomma, l’unica certezza che si può dare con buone probabilità (diciamo al 90%) è che tra giovedì e venerdì della prossima settimana arrivi finalmente a Fininvest (che per ora avrebbe una visione parziale) l’elenco completo e reale degli investitori. Ma al momento Fininvest sembra rilassata: infatti 100 milioni di euro sono già stati incassati, visto che proprio negli ultimi giorni sarebbero entrati nella sua disponibilità. Quindi dopo tre anni il Milan passerà davvero di mano: tra il 20 e il 21 ottobre ci sarà visibilità sull’equity (oltre che sul debito) e a novembre ci sarà il closing. In questi tre anni si sono susseguiti diversi interessati, da Peter Lim, il primo ad avvicinarsi al club rossonero prima di virare sul Valencia, fino alla “bufala” Mr Bee, il broker che soggiornava all’hotel Hyatt di Milano nelle sue incursioni italiane e che tanto aveva fatto breccia su Silvio Berlusconi, fino a cinesi vari (chi ha dimenticato la “dama” cinese che diceva di rappresentare il Governo di Pechino) per arrivare prima al consorzio di Sonny Wu e poi alla cordata dello sconosciuto Yonghong Li, i cui nomi reali degli investitori si sapranno soltanto tra giovedì e venerdì prossimi. Tranne proroga (con sorprese).

  • Luigi |

    Che sia la Pinco Pallino Srl o la Pallino Pinco Srl, la questione è oltremodo insignificante. In un paese come la Cina, che ha oggi una economia simile a quella degli USA, diventa quanto mai facile trovare un prestanome al quale affidare un azienda che sarà di proprietà statale, l’AC Milan 1899. Mi consenta è proprio qua il nocciolo della questione, a cui purtroppo non ci si arriva. Non è una questione di nomi, era una questione di governi. Individuato quello, individuato tutto. Saluti.

  • Carlo Festa |

    Caro signore, i cinesi esistono, nessuno li mette in dubbio. Ma la lista potrebbe essere assai diversa da quella di agosto e solo alcuni nomi confermati. Questa è al momento la situazione. Saluti cf

  • Luigi |

    “Dama Cinese, cinesi vari” come Lei asserisce sono stati tirati fuori da “giornalisti” appositi…..In quanto a Mr Bee non risulta abbia mai versato un euro. I nomi trapelati sono quelli. Una certezza, al 100% trattasi di soggetti legati a doppio filo col GOVERNO CINESE (non con regioni e nemmeno con province….come appurato da altri “giornalisti”). Sappiamo al 100% che “i cinesi esistono”, che la cordata cinese esiste, che non sono dei poveracci.
    P.S. (Appurati questi paletti, sarebbe opportuno tra giornalisti dello stesso giornale scambiarsi le informazioni….) Cordiali Saluti.

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