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Prelios, nella cordata del 21% post-aumento Fulvio Conti, Buaron, York, un family office svizzero

Una nuova cordata di investitori entra in campo al termine dell’aumento di capitale di Prelios. La cordata, che avrebbe come regista l’imprenditore Daniel Buaron e tra i cui elementi di spicco c’è anche l’ex-amminsitratore delegato di Enel Fulvio Conti, avrebbe rilevato opzioni equivalenti a circa il 21% del capitale post aumento, diventando così potenzialmente primo azionista della società attualmente controllata da Pirelli (con il 20,6%), Unicredit con circa il 9,9%, Intesa Sanpaolo con il 4,6%, Mps con il 2,4% e Bpm con il 3,5 per cento. Ora l’obiettivo sarebbe quello di avviare colloqui di collaborazione con gli altri soci del gruppo post-aumento, anche se al momento non risultano contatti, per concludere il rilancio della società immobiliare milanese. Il gruppo di investitori nei prossimi giorni depositerà un patto del quale è stata proposta la presidenza a Fulvio Conti, manager di rilevanza mondiale, già amministratore delegato di Enel. I principali promotori dell’investimento sono Ferruccio Ferrara (Ceo di Negentropy Uk) , Daniel Buaron Ceo e fondatore di First Atlantic, il family office della famiglia svizzera De Dietrich Sulzer, Edf Italia guidata da Fulvio Riassetto e con una quota minore il fondo York Capital.
La cordata, il cui patto sarà dunque presieduto da Fulvio Conti, è dunque pronta a diventare il primo socio di Prelios. Ma questa mossa e la quota accumulata potrebbero non servire, se non verrà avviata una discussione costruttiva con gli altri soci di Prelios, che prima dell’aumento controllavano poco sopra il 30% del capitale e ai quali la Consob ha concesso l’esenzione dall’Opa. Ma quale disegno ci sarebbe dietro la costituzione della cordata? L’obiettivo finale sarebbe il rilancio di Prelios, ma a far scattare il progetto sarebbe stato anche un tema puramente finanziario-borsistico: considerato che il titolo in pochi mesi e’ sceso da 0,35 euro a 0,10 e che a questo prezzo la piattaforma, pur se necessita di ulteriori razionalizzazioni, diventa interessante. In fase di aumento di capitale il nuovo gruppo di investitori-industriali ha acquistato circa 270 milioni di diritti per prendere nuove azioni e raggiungere quasi il 21% del capitale post aumento. Dei partecipanti alla cordata, come presidente e socio, il nome più noto è sicuramente quello di Fulvio Conti, per il suo passato alla guida di Enel e per le sue conoscenze nel mondo degli investitori internazionali. Il regista sarebbe stato Daniel Buaron, amministratore delegato e fondatore di First Atlantic, uno degli imprenditori più noti del settore immobiliare. Al loro fianco ci sarebbe un re dell’acciaio svizzero come Alexis Dietrich, tramite il family office della famiglia svizzera De Dietrich Sulzer, ricchissimi imprenditori elvetici che hanno investito in questa cassaforte i centinaia di milioni ottenuti dalla vendita del loro impero. Ci sarebbe poi un altro imprenditore, il piemontese Fulvio Riassetto, noto per l’attività nell’energia con il proprio gruppo. Tra i sottoscrittori ci sarebbe poi, con una quota non elevata, il fondo York Capital, molto attivo in Italia e che nello stesso giorno ha chiuso un’importante transazione immobiliare a Roma sul patrimonio della famiglia Scarpellini.York Capital si sarebbe avvalso della consulenza di Gianfranco Paparella, ex-Lehman Brothers e Credit Suisse, e del manager Federico Oliva.La società immobiliare, post-aumento di capitale, avrà in circolazione oltre 1,3 miliardi di azioni, di cui circa 1,1 miliardo con diritti di voto. Si dovrà attendere l’esito finale dell’aumento di capitale per avere il quadro definitivo del nuovo azionariato. Ma c’è un’altra vicenda di cui rendere conto, anche se slegata all’ingresso in campo della cordata. Pare infatti che il fondo speculativo Athena – guidato dal finanziare Raffaele Mincione già presente in Bpm – abbia rastrellato diritti per circa il 16% del capitale, mirando ad un’operazione finanziaria. Le ultime indiscrezioni indicano tuttavia che, pur avendo acquistato i diritti, abbia deciso alla fine di non sottoscrivere.