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Si chiude l’aumento Saipem: Eni, Fsi e gli istituzionali principali aderiscono

Si conclude l’aumento di capitale Saipem. Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 25 gennaio 2016 e conclusosi oggi, sono stati esercitati 385.871.894 diritti di opzione per la sottoscrizione di 8.489.181.668 azioni, pari a 87,8% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo pari a circa euro 3,073 miliardi (rispetto ai 3,5 miliardi previsti). In particolare, Eni e il Fondo Strategico Italiano hanno sottoscritto la quota di loro pertinenza dell’aumento di capitale, pari al 42,9% del capitale sociale ordinario di Saipem. Avrebbero seguito dunque l’aumento di capitale anche Bank of China con circa il 2% e il fondo Dodge & Cox, titolare del 12%. Insomma, tutti i principali azionisti istituzionali avrebbero evitato di essere diluiti. I 53.599.174 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta, relativi alla sottoscrizione di 1.179.181.828 azioni di nuova emissione, corrispondenti ad una percentuale pari al 12,2% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo pari a circa euro 427 milioni, saranno ora offerti in Borsa da Saipem tramite Mediobanca nelle sedute del 15, 16, 17, 18 e 19 febbraio 2016. Nel corso della prima seduta sara’ offerto l’intero quantitativo dei Diritti Inoptati; nelle sedute successive alla prima saranno offerti i Diritti Inoptati eventualmente non collocati nelle sedute precedenti. Da notare che l’offerta risulta garantita per la sua totalità, al netto dell’importo oggetto degli impegni di sottoscrizione di Eni e FSI, poiche’ Goldman Sachs, J.P. Morgan, Banca Imi, Citigroup, Deutsche Bank, Mediobanca, UniCredit e HSBC, Bnp Paribas, ABN AMRO Bank e DNB Markets si sono impegnate in qualita’ di garanti, a sottoscrivere le azioni ordinarie Saipem eventualmente rimaste non sottoscritte all’esito dell’Offerta in Borsa dei diritti inoptati.