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Opa Pirelli, via libera dell’antitrust. E ChemChina chiama Intermonte per convincere gli hedge ad accettare

Si avvicina verso il prezzo di Opa il titolo Pirelli. Oggi ha chiuso a 15,15 euro. L’offerta totalitaria sembra pronta a partire dopo il via libera di oggi dell’antitrust europeo all’operazione dei cinesi di ChemChina. Intanto proprio questi ultimi hanno avviato un sondaggio con gli hedge fund su Pirelli: con l’obiettivo di convincerli ad accettare l’Opa a 15 euro, che dovrebbe partire in estate o al più tardi in settembre. L’Opa totalitaria verrà lanciata da ChemChina, un colosso da 70 miliardi di fatturato con attività anche nei pneumatici attraverso la controllante Aeolus, assieme a Marco Tronchetti Provera e agli altri soci stabili di Pirelli, ossia Rosneft, Fidim della famiglia Rovati, Gwm di Sigieri Diaz Pallavicini, Intesa Sanpaolo e Unicredit. L’ultimo nodo da superare, prima del lancio dell’Opa è vincere la resistenza dei numerosi hedge fund che sono entrati nella compagine azionaria negli ultimi due mesi: non soltanto Paulson ma anche altri fondi speculativi come Farallon e Fortress Capital. L’hedge fund fondato dal raider John Paulson, un gruppo finanziario che gestisce attivi per 20 miliardi, da maggio ha limato la sua quota in Pirelli al 6,046% . Complessivamente, secondo le indiscrezioni, gli hedge fund potrebbero possedere una quota compresa tra il 15% e il 20% del capitale di Pirelli, soprattutto se si aggiunge la quota posseduta dalla famiglia Malacalza, che possiede ancora un 7% e potrebbe comportarsi come un hedge, cercando dunque di massimizzare l’incasso. I numeri delle forze in campo sono un aspetto cruciale di tutta la vicenda. Se l’offerta non raggiungesse il 90% di adesioni, Pirelli rimarrà quotata e verrà in alternativa cercato di fondere la società con il veicolo che ha fatto l’Opa. Perché questa operazione passi è però necessario il via libera dell’assemblea Pirelli che delibererà in sede straordinaria con il voto favorevole di due terzi del capitale. Qui Paulson potrebbe cercare di opporsi con una minoranza di blocco, ma dovrà catalizzare attorno a sé altri investitori in modo da ostacolare il raggiungimento del 66,6% del capitale. Alla luce della possibile impasse, ChemChina avrebbe deciso di lanciare il suo messaggio in modo chiaro agli investitori. Per farlo, secondo le indiscrezioni, avrebbe scelto di essere aiutata da Intermonte, il maggiore broker italiano che ha un rapporto preferenziale con molti investitori esteri ed americani in particolare. Ma il messaggio non lascia molte alternative: ChemChina cercherà di spiegare che l’offerta a 15 euro è l’unica accettabile, in quanto il prezzo dell’Opa su Pirelli non verrà alzato. Per una semplice ragione: ChemChina ha deciso che il delisting di Pirelli non è una necessità e che anche la fusione tra il veicolo che lancerà l’offerta e il target può essere un’opportunità ma non è indispensabile. Resta da capire se la mediazione avrà successo o meno. Ormai nell’azionariato di Pirelli hanno fatto capolino esclusivamente hedge fund e arbritaggisti. La compagine è cambiata totalmente negli ultimi due mesi e sono usciti i fondi long-only. Intanto il titolo, anche dopo lo stacco del dividendo, continua ad essere sopra il prezzo di Opa in un range tra 15,20 e 15,30 euro. Una delle armi degli hedge potrebbe essere un intervento della Consob, che sta esaminando il dossier per capire se il prezzo a 15 euro è congruo.