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Octo Telematics mette in stand-by l’Ipo per le sanzioni Usa all’azionista russo Victor Vekselberg

L’italiana Octo Telematics rallenta i motori sulla strada della quotazione a Piazza Affari. E, tra gli ostacoli, secondo i rumors, ci sarebbero le nuove misure prese dall’amministrazione statunitense contro gli oligarchi russi.
Le nuove sanzioni americane contro Mosca hanno infatti colpito pesantemente anche il miliardario Victor Vekselberg (nella foto), proprietario della holding Renova che controlla con il 68,5% delle azioni il gruppo italiano Octo Telematics.
L’Ipo di Octo sembrava già a buon punto: tanto che era stato costituito un consorzio formato da Mediobanca, Citi e Goldman Sachs, Barclays e Unicredit. Ora, secondo quanto indicato dal servizio Dealreporter, sarebbe prossimo uno stop.
Il gruppo italiano controllato dalla conglomerata russa Renova (con il 68,5%) e partecipato dal fondo di private equity Pamplona (con il 26,5%) puntava ad approdare a Piazza Affari probabilmente già in maggio. Ma ora i piani potrebbero essere rivisti. L’Ipo si sarebbe dovuta strutturare come offerta di vendita (opv) di parte del capitale esistente e rivolta a una platea di investitori istituzionali, italiani ed esteri con un flottante di almeno il 35-40%.
Ma chi è Victor Vekselberg? Ai tempi della presidenza di Boris Yeltsin, è stato uno degli uomini di fiducia del Cremlino. Assa vicino a Vladimir Putin, è restato in questi anni uno degli uomini d’affari più potenti in Russia.
Nato in Ucraina, ma residente in Svizzera, Vekselberg era dirigente di partito ai tempi del comunismo. È diventato ricco, una volta caduto il muro, grazie alla partecipazione in alcune società dell’energia ex-sovietiche (cedute al colosso inglese Bp) e soprattutto al controllo di aziende nel settore minerario: fra le quali uno dei maggiori giacimenti d’oro in Russia.
Renova ha interessi rilevanti, oltre che in Italia, soprattutto in svizzera: dove possiede la quota di controllo del gruppo industriale Sulzer e ha partecipazioni rilevanti in altre due aziende elvetiche: la Oerlikon e la Schmolz Bickenbach. C’è da dire che le sanzioni americane hanno provocato anche una vera e propria rivoluzione nel board di Renova. L’ex capo di, Deutsche Bank, Josef Ackermann, ha lasciato l’incarico di consigliere di Renova, dopo le sanzioni americane, al pari degli altri membri del Cda: fra i quali Luca Cordero di Montezemolo, John Deutch, Orit Gadiesh, Vladimir Kuznetsov e Alexey Moskov.
Tornando a Octo, l’Ipo era la strada prescelta in base agli accordi parasociali sottoscritti tra Renova e Pamplona. Gli azionisti puntavano a ottenere un valore d’impresa di 1,2 miliardi con un incasso stimato superiore ai 300 milioni di euro. Octo è stata ceduta a Renova quattro anni fa del fondo Charme della famiglia Montezemolo per una valutazione attorno ai 500 milioni di euro.
Octo è famosa per la «scatola nera» per automobili e moto, un apparecchio che ha permesso alle compagnie di monitorare i sinistri degli assicurati: una tecnologia, di cui detiene il brevetto e con il 35% del mercato mondiale. Si tratta di un settore che vale complessivamente oltre 600 milioni di euro. Octo ha attualmente 4,7 milioni e mezzo di clienti in svariati paesi del mondo e ha chiuso il 2017 con un giro d’affari consolidato di 239 milioni e un margine operativo lordo di 117 milioni.