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Salvini e Di Maio, (potenziali) premier senza laurea. Il confronto con Macron, Merkel, Rajoy, Tsipras, Theresa May, Putin e Trump

Quanto valgono la laurea e gli studi universitari per la classe politica italiana? E’ lecito chiederselo dopo le recenti elezioni politiche. Insomma, per l’Italia, si sa, non vale ad esempio il paragone con la Francia, dove è stata costituita l’École nationale d’administration (ENA), per formare i grandi funzionari di Stato. Ma impressiona che i due nuovi leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il nuovo che avanza come anti-sistema, si siano fermati entrambi prima di finire gli studi universitari.

Nato a Pomigliano D’Arco, Luigi Di Maio, con mamma insegnante di italiano e latino, dopo il diploma la maturità classica, si iscrive infatti all’università. Sceglie dapprima la facoltà di ingegneria all’università “Federico II” di Napoli, dando vita all’associazione di studenti di ingegneria Assi, insieme con alcuni compagni di corso, per poi trasferirsi a giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II, senza completare gli studi.
Al contrario Matteo Salvini frequenta il liceo classico Manzoni, dove si diploma nel 1992. Si iscrive quindi all’Università degli Studi di Milano, dove frequenta il primo anno di scienze politiche per poi passare a scienze storiche e fermandosi a cinque esami dalla laurea. Nel 2008 dichiara che sarebbe arrivata “prima la Padania libera della mia laurea”.

Resta da capire se i due leader, che non sono riusciti a gestire la loro agenda universitaria, riusciranno a gestire l’agenda del Paese.

Ma vediamo un po’ se anche negli altri Paesi i principali leader non hanno terminato l’università. Partiamo dalla Francia dove Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron si laurea in Filosofia presso l’Università Paris Ouest Nanterre La Défense, ottenendo un Diplôme d’Études Approfondies. Dopo la laurea in filosofia, studia all’Istituto di studi politici di Parigi e appunto alla prestigiosa all’École nationale d’administration, per poi lavorare come ispettore delle finanze e, dal 2008, come funzionario presso la banca d’affari Rothschild & Co.

In Germania Angela Merkel compie gli studi a Templin e all’Università di Lipsia, dove studia fisica dal 1973 al 1978. In seguito studia all’Istituto Centrale per la Chimica fisica dell’Accademia delle Scienze a Berlino-Adlershof dal 1978 al 1990. Dopo aver conseguito il dottorato, con una tesi dottorale sulla chimica quantistica, continua a operare nella ricerca universitaria per diversi anni.

In Spagna Mariano Rajoy può vantare studi meno approfonditi dei colleghi francesi e tedeschi, ma la laurea pur sempre la raggiunge: in Diritto, conseguita presso l’Università di Santiago di Compostela.

In Portogallo il primo ministro Antonio Costa si laurea invece in legge all’Università di Lisbona negli anni ’80.

E che dire del premier greco Alexīs Tsipras? Anche lui, impegnato attivamente negli anni 90, in aspre rivolte studentesche, è riuscito a laurearsi e non in una facoltà semplice: nel 2000 si laurea infatti in ingegneria civile presso l’Università tecnica nazionale di Atene (NTUA).

In Inghilterra Theresa May later ha invece frequentato l’Università di Oxford laureandosi nel 1977.

Ma usciamo dai confini dell’Europa occidentale per vedere se magari un leader come Vladimir Putin, leader dal pugno di ferro, ha disdegnato gli studi universitari. Ebbene anche Putin si è laureato in diritto internazionale alla Facoltà di Legge dell’Università Statale di Leningrado nel 1975.

Non ci resta che uno sguardo al di là dell’Atlantico per prendere in castagna il presidente statunitense Donald Trump. Almeno lui con la sua chioma arancione potrebbe pareggiare i politici italiani? Ebbene, fatica vana. Trump ha fatto fior di studi: ha frequentato la Fordham University nel Bronx per due anni, iniziando gli studi nell’agosto del 1964, per poi trasferirsi alla Wharton School of Finance and Commerce dell’Università di Pennsylvania, dove frequenta uno dei migliori dipartimenti di economia delle università statunitensi. Trump consegue infine a Wharton, nel maggio del 1968, il baccalaureato in economia.

Un’ultima chiosa finale: è il caso di ricordare che in Italia ogni anno migliaia di giovani fanno i concorsi per lavorare nel pubblico. Requisito richiesto nell’80 per cento dei casi: la laurea.

  • Fabrizio |

    oggi potremmo ancora aggiornare che il sosia spagnolo di George Clooney, venuto alla ribalta per il caso della nave Aquarius e’ Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Complutense di Madrid, ha un Master in politica economica dell’UE – conseguito all’Università Libera di Bruxelles – e un altro Master in Leadership pubblico da IESE.

  • Enrico Sgaramella |

    Discussione interessante sostenuta da chi sulla scia dell’inutilità delle vaccinazione proclama altresì inutile la laurea (sic!).

  • Federico |

    Al contrario perché uno ha fatto un liceo umanistico e poi si è iscritto a un’ università scientifica, l’altro liceo scientifico e università umanistica…

  • Sandro Sgriccia |

    Proprio vero! Ogni popolo ha il governo che si merita!!

  • Jean François |

    Perché “al contrario Salvini”? Fare il classico a Milano è il contrario di farlo a Napoli? Mollare Scienze Politiche e Storia è il contrario di mollare Ingegneria e Giurisprudenza? Al contrario si sarebbe dovuto usare “similmente” o “parimenti” o la perifrasi “in maniera sorprendentemente analoga”!

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