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L’inglese Attestor in pole position per Banca Intermobiliare

Testa a testa fra il fondo internazionale Attestor e Barents Re per la conquista di Banca Intermobiliare.
Tuttavia, secondo le indiscrezioni, proprio Attestor (affiancato da Vitale & Co) sembrerebbe in pole position per aggiudicarsi l’asset di proprietà di Veneto Banca e ora tra le attività in corso di dismissione da parte dei commissari dopo il salvataggio da parte di Intesa Sanpaolo. Ieri proprio i commissari liquidatori hanno annunciato al mercato , che dopo la fase delle offerte e i necessari approfondimenti, è stato deciso di ammettere Attestor Capital e Barents Re ad un’ulteriore fase di negoziazione delle rispettive offerte senza vincoli di esclusiva a carico dell’azionista. L’obiettivo è stipulare il contratto di cessione della partecipazione di controllo entro la fine di settembre 2017.
Tuttavia, secondo i rumors, Attestor potrebbe essere favorito in virtù dell’offerta messa sul tavolo, che ricalcherebbe il piano 2017-2020 presentato il 18 luglio dal Cda, con la valorizzazione delle attività di private banking nella fascia più alta della clientela e lo scorporo del portafoglio dei non performing loan.
Da parte sua, Barents Re potrebbe rispondere con un’offerta più aggressiva soprattutto in termini di prezzo per la banca guidata da Giorgio Girelli. Differenti sono anche le dimensioni e la filosofia dei due soggetti che si sfidano. Attestor, gruppo finanziario che ha 5 miliardi di asset in gestione, ha sede a Londra e ha già effettuato diverse acquisizioni in Italia (a fianco di Oxy Capital). Ha una forte esperienza nel turnaround bancario avendo effettuato operazioni in Austria, Irlanda e Islanda. Ha un’ottica di investimento di medio periodo. Al contrario, Barents Re è un gruppo specializzato in riassicurazione. In Italia si era fatto per ora notare per un’offerta, non andata a buon fine, su Carichieti.Nata nel 1996, Barents Re aveva a fine 2015 un patrimonio di circa 400 milioni di dollari. La sua sede principale è a Panama, ma in Europa i quartier generali sono a Londra e in Lussemburgo.
A incidere sull’esito della gara sarà la valutazione della mole di Npl in pancia a Bim: circa 550 milioni dei quali 400 milioni di sofferenze e 150 milioni di incagli. Il potenziale acquirente dovrà infatti aumentare la copertura sulle sofferenze (attualmente poco sopra il 50%), risorse che potrebbero ridurre dunque la valutazione finale di Bim.