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Il fondo Usa Elliott nominerà il manager di Rossoneri Lux: ecco il patrimonio di Yonghong Li in Cina

In questi giorni si sta discutendo sulla nuova governance che sarà stabilita, dopo il closing del 14 aprile, anche in virtù dell’ingresso del fondo Usa Elliott. Proprio in queste ore, secondo alcuni rumors, sarebbe più chiara la governance futura. In pratica, il fondo Elliott non dovrebbe infatti nominare un rappresentante nel Cda del club rossonero (che avrà 6 membri con Yonghong Li, David Han Li, Lu Bo, Marco Fassone, Marco Patuano e Roberto Cappelli) bensì dovrebbe nominare un director di suo gradimento nel veicolo lussemburghese Rossoneri Sport Lux.
Infine un ultimo punto da chiarire: per ora Li, secondo rumors provenienti dalla Cina, avrebbe dato in garanzia ad Elliott le sue attività cinesi (circa 500 milioni). Al momento del closing con Fininvest, invece, la garanzia passerà dalle attività di Li al pegno sulle azioni del Milan.

MR LI E LA MOGLIE, PICCOLO IMPERO IN CINA DA 500 MILIONI

In vista del closing del prossimo 14 aprile, il potenziale nuovo proprietario del Milan, il broker e uomo d’affari Yonghong Li, ha messo sul tavolo le sue attività in Cina come garanzia al fondo Elliott (in attesa che quest’ultimo prenda il pegno sulle azioni del Milan) per giocare la sua scommessa ad alto rischio.
Ma quanto valgono le attività di Yonghong Li in Cina? Secondo la documentazione che Il Sole 24 Ore ha avuto modo di visionare Mr Li avrebbe convinto prima Fininvest a intavolare una trattativa e, successivamente, avrebbe avuto il consenso del fondo statunitense Elliott (alleato a Blue Skye) a prestargli oltre 300 milioni di euro, sulla base di proprietà che in Cina varrebbero circa 504 milioni di euro. Ovviamente il fondo Usa si tutelerà in futuro anche con azioni in pegno dello stesso club rossonero: tanto che, dopo il closing, dovrebbe entrare un suo membro nella Rossoneri Lux.
Yonghong Li, classe 1969, nato nel Guangdong, secondo la documentazione presentata alle banche e a Fininvest avrebbe attività in Cina a proprio nome, ma anche a nome della moglie Miss Huang: soprattutto partecipazioni in aziende del packaging, ma anche miniere di fosfati e asset nel real estate . Proprio quest’ultima sembra una delle attività più rilevanti per il broker, che possiede una quota (28% in via indiretta) di un palazzo di 48 piani a Guangzhou: il New China Building. Nei documenti ufficiali il grattacielo, dedicato al retail e ai negozi, verrebbe valutato circa 8,8 miliardi di renminbi, cioè circa un miliardo di euro. La quota posseduta da Mr Li nel grattacielo tramite la holding Xu Renshuo varrebbe, dunque, circa 280 milioni, anche se c’è da dire che la bolla immobiliare ha gonfiato parecchio il real estate in Cina.
Ma c’è anche una quota di una quotata tra le attività più importanti di Mr Li: l’11,39% posseduto nella Zhuhai Zhongfu Enterprise, attiva nel packaging delle bottiglie per Coca Cola e Pepsi e quotata sullo Shenzhen Stock Exchange: capitalizzazione di un miliardo di euro. La quota di Mr Li varrebbe un centinaio di milioni. Tra le attività in mano alla moglie di Yonghong Li ci sarebbe, invece, la Zhuhai Zhongfu Plastic Bottling, che Miss Huang possiede tramite la Beverage Packaging Company Limited e la Ruxin New Materials Technology.
La Zhuhai Zhongfu Plastic Bottling Co Ltd verrebbe valutata circa 300 milioni di renminbi (cioè 40 milioni di euro). Tra le altre attività in mano alla moglie di Mr Li ci sarebbe anche la DongGuang Transmission & Fuel Injection Technologies (valutata circa 300 milioni di renminbi) della quale Ms Huang dovrebbe possedere secondo i documenti consultati circa un 25%. Le miniere di fosfati, invece, avrebbero un giro d’affari di 800 milioni di renminbi (cioè 108 milioni di euro) e varrebbero a novembre 2015 circa 648 milioni di renminbi (87 milioni di euro): per Li la quota di competenza (75%) vale 65 milioni. In tutto, fanno circa 504 milioni di euro per il misterioso Li, poco noto in Cina e anzi attaccato dai media locali (il quotidiano Shanghai Zhengquan) per una truffa alla fine degli anni 90 ai danni di 18mila risparmiatori: vicenda che, tuttavia, proprio Mr Li ha smentito con un comunicato ufficiale.